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Natale a tavola. Come salvaguardare la linea senza rinunciare alla festa

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Non è necessario rinunciare completamente ai piacere delle tavole natalizie per salvaguardare la linea e la salute. I nutrizionisti suggeriscono una strategia semplice da seguire: il compromesso. Si a dolci e leccornie natalizie, ma con moderazione ed attenzione alla qualità

Tavole imbandite, leccornie tradizionali, buona compagnia. Le feste natalizie sono una irresistibile tentazione e – nonostante le buone intenzioni che ogni anno le precedono – una  dura prova per la nostra linea, fatta di tanti piccoli strappi alle regole alimentari che seguiamo scrupolosamente (chi più chi meno) durante il resto dell’anno.

Prima di arrivare a inorridire guardando dall’alto il numero segnato sulla bilancia di casa, dopo le feste, possiamo per la verità non rinunciare ai piaceri della tavola mettendo in atto alcune strategie per non far lievitare il già citato numero che riporta i nostri chili.

Questa semplice strategia si chiama “compromesso”, spiega Stefania Giambartolomase, gastroenterologo e medico nutrizionista della SISA (Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione). «Qualche piccolo "stravizio" come un cioccolatino o una fetta di panettone durante le feste ce lo possiamo concedere – conferma la Giambartolomase – però è bene prestare comunque attenzione a ciò che mangiamo».
Ad esempio privilegiando il consumo di frutta, magari a merenda o durante gli spuntini. In queste occasioni di “stacco” è bene tuttavia preferire la frutta fresca al posto di quella secca, perché quest’ultima è troppa calorica.

Se proprio vogliamo parlare di calorie, ai dolcetti (torrone & Co.) è comunque sempre meglio la frutta secca come, per esempio, le noci e i pistacchi che grazie al loro contenuto di sostanze antiossidanti possono aiutarci a combattere i danni da stravizi alimentari.
Se poi ci rendiamo conto di aver messo su qualche chilo di troppo è importante evitare di ricorrere a diete improvvisate come il rimanere a digiuno dopo il pranzo di Natale, «preferendo – spiega Giambartolomase – una dieta di compenso ipocalorica, che preveda solamente frutta e verdura per tutto il giorno così da pareggiare le calorie di troppo ingerite il giorno precedente».

Un accenno a parte lo meritano gli alcolici. Non tutti lo sanno, ma gli alcolici possiedono calorie “vuote”, cosi dette perché non apportano nutrienti ma solo calorie appunto. Giusto per farci un’idea: un bicchiere di vino bianco contiene mediamente 70 kca; un bicchiere di vino rosso mediamente 75 kcal, un bicchierino di amaro mediamente 314 kcal e un bicchiere di Champagne mediamente 87 kcal. Non indulgiamo dunque in grandi bevute, sia durante che dopo il pasto. Il brindisi va bene, ma che resti tale.

Quanto, infine, agli inevitabili avanzi dei pranzi che in molti casi ri-riempiranno il frigorifero, è bene decidere in modo accorto come utilizzarli. Sprecare non va bene, ma neanche continuare a riempirsi lo stomaco oltre misura per evitare che vadano a male. Magari si possono dividere e distribuire tra gli invitati; oppure si possono congelare per poi essere consumati in seguito. Facendo attenzione alle norme di conservazione, possiamo garantirci qualche giorno senza dover cucinare, ma solo riscaldare.

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