Moda e vestiti ecosostenibili, per un futuro migliore

Anche la moda percorre la strada della sostenibilita’. Se ne discute a Milano alla vigilia delle sfilate maschili della Fashion Week
Moda all’insegna dell’ecosostenibilità. Alla vigilia dell’inizio delle sfilate maschili della Fashion Week milanese, il commissario europeo per l’azione per il clima Connie Hadegaard ha incontrato nel capoluogo lombardo esponenti dell’industria della moda e produttori di detergenti e di elettrodomestici per esplorare le strade per una moda più responsabile nel suo intero ciclo di vita, dalla produzione, fino al consumatore. Durante il dibattito, organizzato a Palazzo Reale, è emersa un’urgenza che nasce sulle passerelle, perchè ogni anno vengono prodotti nel mondo circa 80 miliardi di capi di abbigliamento, con 25 kg di Co2 emessi per ogni chilogrammo di abiti nuovi. Da qui nasce la consapevolezza che, anche se ”sono tante le cose che si possono fare per tutelare l’ambiente, agendo ad esempio sulla mobilità e sulle infrastrutture – ha osservato il commissario – anche il business della moda deve impegnarsi”. Il cambiamento, però, non deve partire solo dai produttori, ma anche dal basso, per cui è “necessario – ha affermato Rossella Ravagli, manager CSR e sostenibilita’ di Guccii – informare i clienti sul percorso degli abiti che indossano: da dove viene il materiale, in che Paesi produciamo e quanto incidiamo sull’ambiente”. Moda responsabile non significa soltanto rispetto dell’ambiente, ma anche dignità dei lavoratori che operano nel settore.
(g.cat.)
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