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Lombardia shock: ok a legge per uccidere le nutrie, in qualsiasi modo e tempo

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Le nutrie al pari degli animali infestanti e per questo possono essere uccise in qualsiasi modo e anche nelle zone dove è vietata la caccia: la decisione shock della Lombardia

 

Tolleranza zero per le nutrie: la Lombardia ha approvato una legge che permette di eliminare i roditori, accusati di danneggiare coltivazioni e corsi d’acqua, anche con armi da sparo, da lancio individuale, gas, sterilizzandoli, intrappolandoli e abbattendoli con narcotico o armi ad aria compressa. Sarà possibile uccidere le nutrie, 2 milioni di esemplari in Lombardia, in qualsiasi periodo dell’anno e anche nelle zone dove è vietata la caccia. 

La decisione, ovviamente, non piace All’Enpa e alla Lav, che definiscono tutto questo una strage immotivata. ‘Le nutrie al pari di moltissimi animali alloctoni (dal gambero della Louisiana al parrocchetto dal collare), sono state immesse nell’ambiente italiano a seguito di fughe e rilasci dagli allevamenti di animali da pelliccia, in cui si produceva la pelliccia di ‘castorino’’, ricorda l’Enpa in una nota. L’associazione ora valuterà se ricorrere contro questa legge ‘che non privilegia i metodi ecologici, aprendo la mattanza con tutte le armi possibili, comprese balestre, archi, pistole e addirittura con le carabine ad aria compressa, strumento quest’ultimo certamente inidoneo a provocare una morte indolore e rapida per l’animale. In questo modo si darà il via libera a un ingente speco di risorse pubbliche che non potranno portare alla risoluzione del problema, come è stato ampiamente dimostrato in altri paesi europei. Peraltro l’abbattimento delle nutrie non rappresenta una novità in quanto già negli anni scorsi era stato attuato con piani di eradicazione miseramente falliti. I soldi che saranno impiegati in questi piani di abbattimento, inutili e crudeli, avrebbero potuto essere usati per la tutela delle arginature fluviali e dei canali, limitando l’impatto della nutria sulle colture agricole’.

 

Duro anche il commento della Lav. Simone Pavesi, raggiunto da Ecoseven.net, da una telefonata ha fatto sapere: ‘Ovviamente noi siamo contrari alla decisione presa: si tratta di un accanimento ingiustificato, dato anche dal fatto che sono stati inseriti vari metodi di eliminazione dell’animale. Al momento stiamo valutando la possibilità di far intervenire il Governo perché blocchi la normativa e stiamo, come già fatto, provando a sensibilizzare i Governi regionali, ma dubitiamo che ci ascoltino, se non lo hanno fatto fino ad ora’. 

gc

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