Le piccole isole e il terrore di scomparire

44 isole hanno il terrore di scomparire dall’atlante a causa dei cambiamenti climatici e provano a fare pressing alla Conferenza delle parti sul clima a Parigi
Unite contro i cambiamenti climatici, contro le decisioni (poco ambiziose) dei grandi e contro la paura di scomparire. Ben 44 isole-stato, riunite nell’Alleanza dei piccoli Stati insulari (AOSIS), provano ad ottenere speranza e risposte concrete dai negoziati della Conferenza delle parti sul clima a Parigi. Tutte chiedono che l’accordo punti a contenere a 1,5 gradi centigradi l’aumento medio delle temperature rispetto all’era preindustriale. Un aumento più alto, infatti rischia di farle scomparire dall’atlante.
A far parte della coalizione AOSIS sono isole che hanno origine da tutti gli oceani e le regioni del mondo: Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Cape Verde, Comoros, Cook Islands, Cuba, Dominica, Repubblica Dominicana, Fiji, Stati federati della Micronesia, Grenada, Guinea-Bissau, Guyana, Haiti, Jamaica, Kiribati, Maldives, Marshall Islands, Mauritius, Nauru, Niue, Palau, Papua New Guinea, Samoa, Singapore, Seychelles, Sao Tome e Principe, isole Solomon, St. Kitts and Nevis, St. Lucia, St. Vincent and the Grenadines, Suriname, Timor-Leste, Tonga, Trinidad and Tobago, Tuvalu e Vanuatu. Trentanove sono membri delle Nazioni Unite, rappresentano circa il 28% dei paesi in via di sviluppo, e il 20% del totale delle Nazioni Unite.
gc




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