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La strage silenziosa dell’amianto: un reato non punibile?

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Il fatto esiste: l’amianto ha mietuto le sue vittime e ha provocato un disastro ambientale. Ma il reato non può essere punito. Il caso Eternit

 

La strage dell’amianto non ha colpevoli. E non perché il fatto ‘non sussiste’ (cosa di cui tutti saremmo ben felici), ma perche il reato è caduto in prescrizione. Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny era stato condannato, il 6 aprile 2013, a 18 anni di carcere per l’inquinamento da Eternit che causò tumori ai polmoni (mesotelioma pleurico) e asbestosi nella popolazione diCasale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, provocando quasi tremila morti. E al risarcimento delle famiglie delle vittime.

Oggi tutto è stato annullato dalla Corte Suprema, che ha accolto le richieste del procuratore generale Francesco Iacoviello. Il motivo dell’annullamento è l’intervento della prescrizione: non è giuridicamente possibile prevedere la permanenza di un reato che causa morti a distanza di parecchi decenni. Il mesotelioma maligno, infatti, ha un’alta latenza, ha spiegato Iacovello.

‘Non si potrà mai incriminare nessuno per disastro per le morti di amianto, perché le malattie si manifestano a distanza di molto tempo. Ed è questa latenza che protegge chi ha commesso questo crimine di cui qui noi rappresentiamo il segno più evidente della sofferenza’, hanno commentato i parenti delle vittime.

 

‘Non è un’assoluzione. Il reato c’è. E adesso possiamo aprire il capitolo degli omicidi. La Cassazione non si è pronunciata per l’assoluzione. Il reato evidentemente è stato commesso, ed è stato commesso con dolo. Abbiamo quindi spazio per proseguire il nostro procedimento, che abbiamo aperto mesi fa, in cui ipotizziamo l’omicidio’, ha invece commentato il pm Raffaele Guariniello che aveva condotto l’inchiesta. È ancora in corso a Torino, infatti, l’inchiesta contro Schmidheiny per omicidio volontario in relazione alla morte per mesotelioma di 213 persone.

gc

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