Anello di Fuoco: i vulcani più pericolosi della Terra

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anello di fuoco

Anello di fuoco è il nome con il quale si identifica la zona con più terremoti e più eruzioni vulcaniche del mondo.

Anello di Fuoco – alcuni numeri

Il 90% dei terremoti e il 75% delle eruzioni vulcaniche avvengono attorno all’Anello di fuoco, una zona lunga 40.000 chilometri che costeggia il Sud America dal lato del pacifico, sale fino all’Alaska e poi scende lungo la Cina, il Sud Est asiatico e l’Oceania.

Sembrerebbe più un ferro di cavallo attorno all’oceano Pacifico più che un anello, ma dobbiamo considerare anche alcuni vulcani, sia attivi che dormienti, situati nell’Antartico.

L’anello di fuoco è il risultato della tettonica delle placche, il modello che spiega come i movimenti della superficie terrestre siano connessi: per questo i fenomeni geologici hanno tutti una comune origine. Infatti le placche non sono fisse, ma sono in costante movimento: a volte si separano, a volte si scontrano a volte corrono in parallelo.

Se osserviamo i fondali del Pacifico, vediamo una serie di profonde fosse che corrono in parallelo ai vulcani dell’Anello di fuoco. Ad esempio le Ande corrono parallele alla fossa cileno-peruviana; nelle Ande troviamo anche il vulcano attivo più alto del mondo, il ‘Nevados Ojos del Salado’ che misura ben 6879 metri ed è situato lungo il confine tra Cile e Argentina. Molti vulcani dell’Antartico sono collegati alla parte sudamericana dell’Anello di Fuoco; per questo alcuni geologi si riferiscono a questa zona come ‘Antarticande’.

La Faglia di San’t Andrea

La tristemente famosa faglia di Sant’Andrea è un’altro punto critico; si estende per 1300 km attraverso la California, tra la placca nordamericana e la placca pacifica; è una delle più attive faglie dell’Anello di Fuoco. I movimenti lungo la faglia di San’t Andrea hanno causato il terremoto di San Francisco del 1906 che ha ucciso 3000 persone e lasciato senza casa metà dei residenti della città.

La maggior parte dei vulcani presenti nell’Anello di Fuoco si trovano sul suo suo lato occidentale: dalla penisola della Kamchatka, alle isole del Giappone fino alla Nuova Zelanda.

Il monte Ruapehu e l’anello di fuoco

Il monte Ruapehu in Nuova Zelanda è uno dei vulcani più attivi dell’Anello di fuoco: ogni anno ha delle piccole eruzioni, ma le più grandi avvengono ogni 50 anni.

Il vulcano Krakatoa

In Indonesia troviamo il vulcano Krakatoa, che erutta meno frequentemente del Ruapehu, ma in maniera più spettacolare. Una tristemente famosa esplosione del 1883 distrusse l’intera isola, diffondendo cenere, detriti e gas fino a 80 km di distanza; il boato venne udito a 5000 km di distanza e l’esplosione scatenò un’onda di maremoto alta 40 metri e che correva alla velocità di 1120 km/h.

Il monte Fuji

Delicata la situazione anche in Giappone, anch’esso toccato dall’anello di fuoco: il monte Fuji, che è la più alta e famosa montagna nippponica, è anche un vulcano attivo; l’ultima eruzione risale al 1707. Il monte si trova alla congiunzione di tre placche: la placca euroasiatica, la placca di Okhotsk e la placca delle Filippine. Non ci meravigliamo dell’intensa attività sismica che coinvolge il Giappone. Durante la fine del 2014 ha destato preoccupazione anche il vulcano Aso, molti in Giappone si chiedevano se stesse per esplodere.

Il Popocatépetl

Uno dei vulcani più pericolosi dell’Anello di fuoco è il Popocatépetl: si contano 15 eruzioni dal 1519. Essendo vicino alle aree urbane di Città del Messico e Puebla mette a rischio ben 20 milioni di persone che vivono abbastanza vicine da rimanere vittime del vulcano in caso di una eruzione distruttiva.

 

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