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Il peschereccio Oleg Naydenov sversa carburante in mare

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Il peschereccio ‘Oleg Naydenov’, affondato una settimana fa a 15 miglia a sud dell’isola di Gran Canaria, continua a riversare carburante in mare

 

Il peschereccio ‘Oleg Naydenov’, affondato una settimana fa a 15 miglia a sud dell’isola di Gran Canaria, continua a riversare carburante in mare. Il relitto è stato localizzato in mare grazie ad un robot marino: si trova a 2.700 metri di profondità. Anche a causa delle cattive condizioni meteorologiche dei giorni scorsi, migliorate nelle ultime ore, non è stato possibile inviare nella zona mezzi speciali del soccorso marittino.

Grazie al robot si prova anche a monitorare la situazione carburante, rilevando le varie ‘vie di fuga’, anche se ‘finora non ha dato un rapporto completo’, secondo quanto ha spiegato il ministro delle infrastrutture, Ana Pastor, dopo aver visitato oggi il centro di Salvataggio marittimo di Gran Canaria.

 

Certo è che a causa del naufragio sono nate due scie nere di petrolio: una spostata dalle correnti a 197 km dalle coste di Gran Canaria e l’altra localizzata nella zona del peschereccio affondato. Le conseguenze per la biodiversità che abita la zona. Ricardo Aguilar, direttore di ricerche in Europa della ong Oceana, specializzata nella conservazione dell’ambiente marino, si augura che ci sia presto ‘uno studio più completo della biodiversità colpita’, ‘imprescindibile per individuare il metodi più efficace per estrarre il combustibile residuo dai serbatoi’.

gc

Biodiversità, mare, peschereccio, peschereccio 'Oleg Naydenov', petroliera

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