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Ansia da terremoto? Lo psichiatra: “niente tranquillanti, meglio stare insieme”

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Il rischio più grande, ha spiegato “è quello di un crollo psicologico, soprattutto per persone che hanno meno risorse, anziani, chi ha subito lutti, danni economici, delusioni professionali o familiari”

Il centro Italia è minacciato da mesi da numerose scosse di terremoto. Come si vive in questo costante stato di “minaccia”? Sappiamo che i terremoti non si possono prevenire, ma sappiamo anche che certe zone sono particolarmente a rischio.

“La sensazione diffusa è di pericolo imminente e di grande rischio di catastrofe. Di essere sovrastati e annientati da un confronto impari tra le risorse disponibili e le forze naturali che si sommano l’una all’altra. Una spirale che da ansia e angoscia raggiunge situazioni di tipo depressivo, con punte di disperazione. Ma l’importante è stare insieme senza timore di chiedere aiuto e senza assumere tranquillanti”. Lo ha spiegato all’AdnKronos Salute lo psichiatra e professore dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti, Massimo Di Giannantonio.

Il terremoto, ha sottolineato lo psichiatra, si aggiunge come “drammatico sigillo a una condizione già complicata dall’emergenza maltempo e dalla mancanza di elementi minimi di sicurezza quotidiana. Mancano l’elettricità, il riscaldamento, le comunicazioni. Questo, soprattutto nelle popolazioni già frustrate dagli eventi sismici dello scorso semestre, crea un crollo di certezze, generando una condizione di precarietà che sfiora il rischio della disperazione”.

Il rischio più grande “è quello di un crollo psicologico, soprattutto per persone che hanno meno risorse, anziani, chi ha subito lutti, danni economici, delusioni professionali o familiari”.

“Tra le conseguenze più comuni – ricorda lo psichiatra – c’è il disturbo post-traumatico da stress. Difficoltà nell’adattamento e nello svolgere compiti quotidiani, che può durare da 0 a 6 mesi ma che può manifestarsi anche in forma più grave e compromettere la sicurezza interna, la progettualità per il futuro. Può portare insonnia, perdita di appetito e di peso, depressione”.

Di Giannantonio consiglia di non prendere tranquillanti per superare il trauma. “L’ideale – ha spiegato – è stare molto insieme, comunicare le proprie angosce e scambiare emozioni, non avere paura di chiedere aiuto e di manifestarsi vulnerabili e deboli”.

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