Allarme “recessione ecologica”: biodiversità a rischio

Una ricerca ci mette in guardia: livelli pericolosamente bassi di biodiversità potrebbero innescare una recessione ecologica
La biodiversità è scesa a quote pericolosamente basse in più della metà della superficie terrestre, a quanto dice un rapporto pubblicato sulla rivista Science. Lo studio, condotto dai ricercatori della University College London, del Natural History Museum di Londra e dello UNEP-WCMC (United Nations Environment Programme-World Conservation Monitoring Centre), ha rilevato che il 58% del territorio della Terra – che ospita il 71% della popolazione umana – ha superato il limite di sicurezza nella perdita di biodiversità: una vera minaccia per gli sforzi di sviluppo sostenibile a lungo termine.
Gli autori dello studio ci hanno tenuto a sottolineare che mentre tutti si stanno preoccupando della recessione economica, nessuno si preoccupa della recessione ecologica che potrebbe avere conseguenze ancora peggiori e che questo è davvero molto grave.
A quanto dice la relazione – che ha analizzato 2.38 milioni di documenti per 39.123 specie di animali e vegetali presenti in 18.659 siti in tutto il pianeta – la maggiore perdita di biodiversità si registra nelle praterie, nelle savane e negli arbusteti, seguiti da foreste e boschi – il limite di sicurezza è stato definito come una riduzione del 10% dell’indice di integrità biotica (IBI) secondo un provvedimento proposto lo scorso anno dagli esperti ecologici per aggiornare il quadro dei confini planetari.
Il Dr. Tim Newbold, autore principale dello studio e ricercatore associato della University College London, ha suggerito che gli sforzi di restauro ecologico stanno diventando davvero necessari perché se le funzioni dell’ecosistema cominciano a decrescere, potrebbe influire sulla capacità del settore agricolo di sostenere le società umane.
Conservare, rispettare e ripristinare: sono sempre le parole migliori per l’ambiente.




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