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La Sardegna propone la ‘svolta’ energetica. E punta a diventare la piu’ pulita d’Europa

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Il referendum che ha cancellato il nucleare aveva avuto anche un prologo: la consultazione regionale sarda, che aveva già detto chiaro il suo “no” all’atomo. Ora la Sardegna vuole diventare regione simbolo in Europa per l’energia pulita, e lancia il progetto a zero emissioni. Che crea anche occupazione

“Dopo il ‘sì’ per dire ‘no’ al nucleare, è tempo di dire ‘sì’ alle nuove energie”. Dopo essersi schierato contro l’atomo e a favore delle bioenergie, il presidente della regione Sardegna Ugo Cappellacci ha firmato a Cagliari il “Patto dei sindaci” assieme al direttore generale della Commissione Europea Pedro Ballesteros. E far diventare la regione conosciuta finora in tutto il mondo per il sole e il mare, il simbolo in Europa di energia pulita. L’obiettivo è il raggiungimento dell’autosostentamento energetico. A guidare il progetto sardo, Sardegna Co2, l’ex assessore all’agricoltura Andrea Prato, secondo cui “per vincere questa sfida epocale, l’impegno dovrà essere massimo”. A partire dalla diffusione di Comuni di "classe A" in grado di risparmiare energia. Partendo dalla trasformazione in bio del turismo e dell’agricoltura, le prime a essere coinvolte, fino all’edilizia ecosostenibile. Ma energia pulita vuol dire anche nuova occupazione. Il progetto “zero emissioni” di anidride carbonica, o meglio ancora “zero produzioni di un gas che ammazza il pianeta”, creerà nuovi posti di lavoro per i giovani. La cui disoccupazione in Sardegna è maggiore che nel continente. Insomma un modo, non solo di ripotare la regione Sardegna nel continente, ma anche di rilanciarla in ambito europeo come modello virtuoso usando l’energia pulita come biglietto da visita. E come al solito, la base di partenza è l’agricoltura.

Nereo Brancusi
 

energie rinnovabili, referendum, sardegna

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