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IN VIGORE IL FERMO PESCA NEI NOSTRI MARI, SI PARTE DALL’ADRIATICO

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Stop dal primo agosto al 30 settembre nel Mare Adriatico alle imbarcazioni che utilizzano la pesca a strascico e/o volante. Dal 30 settembre al 29 ottobre, invece, la misura varrà per Ionio e Tirreno. Una misura necessaria per far ripopolare i nostri mari

Spigole, orate, branzini, acciughe, crostacei: sulle nostre tavole, quest’estate, arriveranno lo stesso. Guai a eliminare dalla dieta dell’italiano in vacanza il tanto amato piatto di pesce. Solo che non saranno appena pescati: dal primo agosto è entrato infatti in vigore il “fermo biologico” della pesca nei nostri mari.

Precisamente, dal 1 agosto al 30 settembre saranno costrette a restare nei porti del Mare Adriatico le navi da pesca a strascico e/o volante (quelle cioè che impiegano le reti catturando grosse quantità di materie prime), iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Bari. Due mesi di stop, una misura senza precedenti, ma resasi necessaria per il ripopolamento ittico e per il riequilibrio dell’ecosistema marino.

Un mese di stop alla pesca sarà invece imposto alle imbarcazioni nel Mare Tirreno e nello Ionio: le navi iscritte nei compartimenti marittimi da Brindisi a Imperia saranno infatti ferme dal 30 settembre al 29 ottobre. Per il momento non sono stati ancora indicati i periodi invece in cui il fermo biologico sarà attivo nei mari di Sicilia e Sardegna. Le due Regioni a statuto speciale decideranno autonomamente da quando a quando far entrare in vigore lo stop alle imbarcazioni. Il decreto che ha stabilito il fermo è entrato in vigore il 31 luglio, ma se ne attende un altro che definirà le quote di compensazione che lo Stato verserà ai pescatori per lo stop forzato al loro lavoro.

Umberto Di Giacomo

Adriatico, fermo-pesca, imbarcazioni, Tirreno

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