Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

Cosa c’entra la tinta blu con le energie rinnovabili?

Condividi questo articolo:

Una nuova scoperta sulle capacità di immagazzinamento delle acque blu potrebbe essere una svolta per l’industria tessile e per le batterie

Gli scienziati della University of Buffalo hanno scoperto un modo molto furbo di immagazzinare energia rinnovabile grazie alle acque reflue prodotte dall’industria tessile: l’acqua inquinata contenente colorante blu, infatti, chimicamente indicata come blu di metilene, a quanto dicono, conterebbe delle proprietà elettriche che potrebbe essere usate per rivoluzionare l’industria delle batterie nel prossimo futuro.

Questa scoperta, inoltre, potrebbe aiutare l’industria tessile – non molto avanti nelle sue pratiche sostenibili – a trovare finalmente una maniera di affrontare le questioni relative all’inquinamento idrico e al consumo. Infatti, solo il 5% del blu di metilene viene assorbito dal tessuto durante il processo di tintura, il che significa che a fronte dei migliaia di litri di tintura che vengono rilasciati dalle fabbriche quotidianamente per produrre i colori azzurri degli indumenti che indossiamo, il 95%o del colorante viene semplicemente gettato via.

In questo senso, scoprire le proprietà elettriche del blu di metilene – che è anche usato come medicina in alcune malattie del sangue, infezioni del tratto urinario e casi di avvelenamento da cianuro – è davvero un punto di svolta per l’industria tessile e per i paesi in cui i tessuti danneggiano sempre più l’ambiente.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica «ChemElectroChem», rivela come le molecole di blu di metilene cambiano forma quando viene applicata una tensione al composto, diventando blu di leuco-metilene, un sottoprodotto incolore che viene quindi utilizzato dai chimici in processi di riduzione e ossidazione alternati, rendendo la composizione un’alternativa di successo a quelle delle attuali batterie. Inoltre, utilizzando una cella solare per generare energia, grandi quantità di colorante possono essere trasformate in blu di leuco-metilene e poi ritrasformate in elettricità quando serve.

La configurazione viene indicata come la batteria di flusso redox, che è già disponibile con soluzioni di vanadio: tuttavia la reversibilità quasi perfetta mostrata dalla composizione blu di metilene creerà sicuramente una certa concorrenza.
Staremo a vedere.

Questo articolo è stato letto 108 volte.

acqua, colorante, energia

I commenti sono chiusi.