topi

La vista a luci rosse… dei topi

Condividi questo articolo:

topi

Contrariamente a quanto si credeva

Si è sempre pensato che i roditori siano funzionalmente ciechi quando i loro dintorni sono illuminati con luce di lunghezze d’onda più lunghe – quelle che noi umani percepiamo come rosse.

Invece, adesso è arrivato un nuovo studio di Nader Nikbakht del Massachusetts Institute of Technology e Matthew Diamond della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), pubblicato su eLifedi, che sfida questa ipotesi e mostra che i topi possono discriminare accuratamente gli oggetti che sono illuminati solo dalla luce rossa, anche in condizione di debole attivazione dei fotorecettori retinici.

I ratti, come molti roditori, sono in gran parte crepuscolari e, anche durante il giorno, si trovano solitamente in ambienti scarsamente illuminati.

La loro retina è dominata da bastoncelli con coni – ovvero le cellule che danno origine alla percezione del colore – e mancano dei coni rossi. Potrebbe essere per questo che per lungo tempo si è pensato che non percepissero la luce rossa, ma secondo lo studio non è così.

Per la ricerca, ai ratti è stato richiesto di riconoscere l’orientamento di un oggetto solido simile a un disco con barre parallele, colorate alternativamente in bianco e nero, formando così un reticolo ad onda quadra.

Ogni prova è stata eseguita con sorgenti luminose di varie lunghezze d’onda.

Quello che si è scoperto è che gli animali si comportavano bene anche con lunghezze d’onda percepite come rosse dagli umani.

È uno studio davvero molto interessante visto che i risultati avranno implicazioni immediate nella progettazione di esperimenti e nell’alloggiamento dei roditori poiché adesso sappiamo che la condizione che prima veniva rubricata come buio totale – ovvero la luce rossa notturna – non lo è.

Questo articolo è stato letto 27 volte.

luce rossa, topi, vista

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net