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Animali nei rifugi USA: qual è il loro destino?

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Il Delaware è diventato il primo stato del Nord America a non uccidere gli animali in esubero presenti nei rifugi

Quando un animale viene recuperato, salvato, ospitato in una struttura, il sogno poi è che possa essere adottato, ma questo non succede sempre, quindi negli Stati Uniti accade molto spesso che questi animali vengano poi soppressi, quando il numero degli ospitati diventa troppo alto.

Secondo la Best Friends Animal Society, un gruppo no-profit che si occupa del benessere degli animali, per essere una comunità, una città, uno stato certificati nella «non uccisione» degli animali, ci deve essere un tasso di «risparmio» di almeno il 90% su tutti i cani e i gatti che entrano nei rifugi.

In questo modo, il Delaware è riuscito a distinguersi e a diventare il primo paese degli Stati Uniti ad essere attestato in tal senso.
Secondo quello che viene raccontato sul sito del gruppo, si deve lavorare anche a livello locale per risparmiare le uccisioni, conducendo iniziative di vario tipo di reintegro degli animali nel tessuto comunitario e di eliminazione delle discriminazioni, sia per quanto riguarda la razza sia l’età.

Secondo quanto raccontato da CNN, per esempio, la Brandywine Valley SPCA non solo ha un rilascio del 95% degli oltre 14.000 animali raccolti durante l’anno, ma è stata anche riconosciuta come uno dei migliori rifugi per animali, grazie alla dedizione e all’accoglienza. Essendo questa struttura il luogo che raccoglie oltre il 60% di tutti gli animali che entrano nei rifugi del Delaware, ha avuto molto peso nella certificazione ricevuta dalla Stato.

Nel 2018, circa 733.000 cani e gatti sono stati uccisi in rifugi per animali di tutti gli Stati Uniti, perché non avevano trovato casa. Best Friends Animal Society ritiene che questi numeri possono cambiare e s’impegna in tal senso, con un obiettivo a scadenza 2025.

 

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