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La macchina che trasforma il sudore dei vestiti in acqua potabile

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La macchina che trasforma il sudore dei vestiti in acqua potabile e’ la bizzarra soluzione proposta per garantire un uso sostenibile delle risorse idriche

La macchina che trasforma il sudore dei vestiti in acqua potabile è la bizzarra soluzione proposta per rimettere al centro dell’attenzione la necessità di un uso sostenibile delle risorse idriche nel mondo. L’idea, per quanto possa non essere del tutto ‘accattivante’, rappresenta anche un modo per comunicare quanto sia difficile l’approvvigionamento idrico in alcune zone della terra e come l’acqua rappresenti un bene prezioso ed insostituibile.

La nuova macchina, denominata ‘Sweat Machine’ e realizzata da UNICEF e Gotha Cup, sfrutta in particolare una tecnologia già utilizzata dalla NASA, per trasformare il sudore in ottima acqua da bere. 

Per produrre acqua potabile con questo sistema, vengono infatti inseriti i vestiti sudati (dopo una corsa, una sauna, una giornata in palestra etc.) in uno speciale essiccatore che li ‘spreme’ fino all’ultima goccia. Il sudore raccolto, quindi, viene esposto alla luce ultravioletta e fatto passare attraverso una serie di filtri che eliminano batteri e sali. 

L’acqua potabile (e inodore) viene infine fatta passare attraverso un filtro molto simile a quello del caffè, in modo da trattenere le fibre tessili rilasciate dagli indumenti.

L’acqua potabile e distillata della ‘Sweat Machine’, viene però erogata con dei ‘limiti di produzione’ ancora troppo bassi. Con un carico pieno di camicie sudate infatti, il dispositivo riesce a produrre un solo litro d’acqua. Per questa ragione gli ideatori del progetto (ancora in fase sperimentale) assicurano che la macchina, una volta perfezionata, sarà in grado di produrre molta più acqua.

(Matteo Ludovisi)

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