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Gran Bretagna, gli stagni agricoli riducono l’inquinamento idrico

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Gli stagni agricoli contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento delle acque di mari, laghi e fiumi. Le zone umide, infatti, intercettano e prevengono il deflusso di sedimenti

In Gran Bretagna si pensa di reintrodurre gli stagni agricoli per provare a ridurre significativamente l’inquinamento di torrenti e fiumi.  Secondo quanto sostiene una ricerca condotta dalla Lancaster University, infatti, le zone umide nei campi sono una strategia efficace per la tutela dell’ambiente, poiché  intercettano e prevengono il deflusso di sedimenti. Un tempo ogni azienda aveva il proprio stagno, poi per fare sempre più spazio a terreni da coltivare e da sfruttare gli stagni agricoli sono andati pian piano scomparendo.

Per affermare che gli stagni agricoli sono utili a ridurre l’inquinamento, gli scienziati ambientali della Lancaster hanno lavorato insieme agli agricoltori del Leicestershire e della Cumbria per creare dieci nuove zone umide in terreni agricoli improduttivi, zone poi monitorate per misurare il deflusso, i sedimenti e le sostanze nutrienti che possono intrappolare. L’inquinamento diffuso da fonti sparse in fattorie e campi, trasportate dal deflusso delle acque piovane attraverso la complessa rete di canali, pozzi e corsi d’acqua che attraversano le campagne, rappresenta una minaccia significativa per la qualita’ dell’acqua. Ogni anno, oltre due milioni di tonnellate di terriccio vengono ‘lavate’ dai campi dei contadini, con la perdita di nutrienti come nitrati e fosfati e danni all’habitat della fauna selvatica. Gli stagni fungono anche da ‘trappole’ per immagazzinare carbonio.

(gc – fonte Agi)

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