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Il frutto della passione. Perche’ si chiama cosi’?

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Il frutto della passione si trova tutto l’anno sul bancone del nostro fruttivendolo. Scopriamo le sue proprietà nutritive, tra leggende e simboli a cui il suo nome rimanda

Il frutto della passione arriva dall’America del Sud e si trova quasi tutto l’anno sul banco del nostro fruttivendolo di fiducia. Ogni volta che qualcuno lo acquista, suscita riso e sorriso di chi intorno a questo frutto ha inventato una teoria tutta sua.

Il termine ‘Passione’ associato al frutto, infatti, rimanda quasi tutti a pensare al lato amoroso della parola. Ma non è proprio così. Il nome gli fu dato dai missionari spagnoli che, vedendo i grandi e splendidi fiori bianchi dal centro rosa o viola per la prima volta, gli riconobbero nella forma i simboli della passione di Cristo: nei tre steli si vedono infatti i chiodi della crocifissione, mentre gli stami rappresentano le piaghe di Gesu’, circondati dalla corona di spine; il ricettacolo sarebbe il calice ed i petali le vesti del Signore. Di questo frutto ne esistono due varietà: la Granadilla, dalla buccia color giallo-arancio brillante, e la Maracuja, dalla buccia color rosso-violetto.

Distrutte speranze e teorie di chi pensava tutt’altro, avvisiamo che mangiarlo fa comunque bene alla salute. Dal punto di vista nutrizionale il frutto della passione è caratterizzato da un elevato contenuto di fibre, vitamine (soprattutto  A, C e B3) e dalla ricchezza di minerali come calcio, fosforo, magnesio e potassio.

Studi recenti ne avrebbero anche dimostrato le proprietà antiossidanti, dovute al contenuto di flavonoidi, e quindi l’azione anti-rughe e di contrasto dell’invecchiamento precoce.

(GC)

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