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Export vino: male lo sfuso, risultati positivi per i confezionati

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L’export del vino sfuso ha subito una battuta d’arresto, nel primo trimestre 2012. Positivo, invece, l’andamento dei vini confezionati

Diminuisce il vino sfuso esportato all’estero. Dopo il record del 2011, con 23,5 milioni di ettolitri inviati oltre frontiera, l’export italiano del vino registra, nel primo trimestre dell’anno in corso, una battuta d’arresto, con un calo dell’8% dei volumi (base annua), a fronte di un aumento del 7% dei corrispettivi monetari. A dare i dati è l’Ismea, che sottolinea come il calo dell’export abbia riguardato in particolar modo i vini sfusi, segmento traino dell’export dello scorso anno.

Nel primo trimestre 2012, il segmento dei vini sfusi ha accusato infatti una riduzione di quasi un quarto delle spedizioni. La tendenza, secondo l’Istituto, sarebbe legata all’aumento della concorrenza da parte dei principali Paesi produttori del nuovo mondo e al peso dell’export spagnolo. Positivo, invece, l’andamento dei confezionati, che segnano un +3% in volume e un +6% in termini monetari, con un aumento del valore medio unitario del 3%.

Tra i principali Paesi clienti di vino italiano, solo nel Regno Unito emerge una progressione in volume delle esportazioni (19,5%). I quantitativi inviati in Usa e Germania sono invece scesi rispettivamente del 4,1% e del 6,2%. Negli Usa la flessione riflette un minore invio di vini confezionati, a fronte di una crescita rilevata per gli spumanti. In Germania, invece, ha pesato la riduzione del 14% delle spedizioni di vini sfusi, parzialmente controbilanciata da un aumento delle esportazioni di confezionati (+3%) e di spumanti (+9%). 

(gc – fonte Ansa)

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