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Un pacemaker contro il reflusso gastroesofageo

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Impiantato per la prima volta, in Italia, un pacemaker contro il reflusso gastroesofageo

 

Addio reflusso gastroesofageo, arriva  un ‘pacemaker’ che cura il comune disturbo. Il pacemaker è stato impiantato, per via laparoscopica, per la prima volta, al Policlinico San Donato: si tratta di uno speciale sistema di stimolazione dello sfintere esofageo inferiore o cardias, la valvola muscolare localizzata tra esofago e stomaco, difettosa nei pazienti con reflusso. Sarà possibile trattare la malattia in modo più naturale possibile.

Il ‘pacemaker’ contro il reflusso gastroesofageo dà la possibilità di modulare  l’intensità della stimolazione e di ‘spegnere’ gli impulsi nei periodi in cui il disturbo è silenzioso. Con il ‘pacemaker’ è possibile curare il malfunzionamento del cardias, che normalmente si apre per consentire il passaggio degli alimenti e si richiude subito dopo per impedire ai succhi gastrici di risalire.

 

‘Questo tipo di intervento rappresenta un’alternativa sia alla terapia continuativa con farmaci inibitori della secrezione gastrica, sia ad interventi chirurgici più complessi. Grazie a questo dispositivo non sarà più necessario assumere farmaci, quindi verranno azzerati tutti gli effetti collaterali che questi comportano’, ha affermato Luigi Bonavina, responsabile dell’Unità operativa di chirurgia generale dell’Irccs e docente all’università degli Studi di Milano.

gc 

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