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Merendine e snack possono dare dipendenza. Ecco perchè

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Una ricerca rivela: zuccheri e grassi degli snack confezionati posso dare vera e propria dipendenza

Mamme e papà spesso cercano di tenere il più possibile lontani i loro bambini da merendine e snack confezionati nella convinzione che facciano male. Di sicuro, sono meno sani di merende fatte in casa (ad esempio con queste ricette), ed a confermare la convizione che vadano limitati nella dieta dei nostri piccoli arriva un’altra inquientate rivelazione: gli zuccheri contenuti in merendine e snack confezionati possono dare dipendenza. Un pò come le droghe.

A rivelare questo singolare e preoccupante collegamento è uno studio condotto da Francesco Leri dell’Università di Guelph, in Canada, con cui si è voluta analizzare la risposta dei ratti alla somministrazione di cibi ad alto elevato contenuto di zuccheri. Una ricerca che ha portato a ipotizzare una possibile relazione tra la sempre più diffusa obesità con vere e proprie dipendenze da cibo.

L’ipotesi di partenza è che l’uomo possa essere dipendente dal cibo così come lo è per tutte le altre droghe, non solo per un fattore di semplice gusto. Sottoponendo così i topi (animali che non risentono di fattori sociali, comportamentali o morali nell’assunzione di cibo) ad una alimentazione a base di alimenti ricchi di zuccheri e grassi, così come sono le composizioni di molti snack e bibite gasate in circolazione, si è rivelata subito una forma di assuefazione, molto simile a quella subita dai dipendenti dalla cocaina.

Lo studio, presentato al recente meeting della Canadian Neuroscience Association, non si limita ovviamente soltanto ai ratti. Uomini e topi hanno conformazioni biologiche differenti e, nel caso degli umani, entrano in gioco altri fattori che spesso impediscono lo sviluppo della dipendenza da cibo zuccherato. Così spiega il ricercatore:

Tutti noi abbiamo accesso a sostanze come l’alcol, tuttavia non siamo in maggioranza alcolisti. Molti di noi stanno sviluppando problemi di preso, ma non tutti hanno sviluppato una dipendenza da cibo. Continuiamo a trovare un buon riscontro sul fatto che il rischio di alcune persone sia più comportamentale che nutrizionale. Ma quando si entra in questo circolo, ci si può rimanere per tutta la vita”.

In altre parole, non basta alimentarsi di continuo con cibi iper-zuccherati per sviluppare una dipendenza, dove per dipendenza si intendono dei segni ben precisi di malessere connessi alla privazione di un alimento. A differenza dei topi, nell’uomo giocano altri fattori quali la predisposizione personale, la forza di volontà, il contesto in cui si è inseriti. Certamente, però, l’ampia disponibilità e il consumo smodato da assuefazione possono aver contribuito a diffondere l’obesità.

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