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I pescatori diventano i ‘guardiani’ del mare. E la sostenibilita’ ambientale si traduce in economia

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Chi pesca pulisce i fondali per 45 giorni l’anno, è la nuova idea lanciata dal ministro dell’Agricoltura Romano. Così i pesci si riproducono e l’attività può ricominciare. Come indennizzare però le imprese di pesca? Servono 22 milioni di euro, i soli fondi europei non sono sufficienti, per questo si sta lavorando sul Dl sviluppo

I pescatori diventano gli "spazzini" del mare. Anzi, per dirla meglio "guardiani" della sostenibilità marina. E le cose si capovolgono. Da che fino a poco tempo fa chi pescava "saccheggiava" le risorse marine, ora chi pesca potrebbe aiutare a ricostituirle. Un fermo biologico della pesca che dura 45 giorni durante il quale i pescatori si impegnano a rimuovere le carcasse dai fondali marini pulendo il mare e rendendo possibile la ricostituzione degli stock ittici. È la proposta del ministro delle Politiche agricole Saverio Romano, secondo il quale sostenibilità ambientale vuol dire la tutela dell’economia di settore. Perché la ricostituzione degli stock si traduce nella possibilità per gli operatori del settore di pescare anche nel prossimo futuro, senza dover fare i conti con l’estinzione delle specie annunciata dagli ambientalisti. Ma per il movimento cooperativo di categoria servono risorse. E chiede il recupero di fondi non utilizzati per il settore ittico, attraverso  un emendamento – da agganciare al DL “sviluppo” – al fine di sostenere adeguatamente l’attuazione del fermo temporaneo di pesca, “indispensabile strumento eco biologico”. Secondo l’Agci Agrital, la Federcoopesca-Confcooperative e la Lega Pesca, con un plafond di 22 milioni di euro, “si può ragionare su una sospensione dell’attività anche di 45 giorni. Le sole risorse comunitarie non consentirebbero, invece, di indennizzare tutte le imprese di pesca, costrette ad una inattività prolungata”. Il concetto di sostenibilità ambientale va sempre di più di pari passo con quella economica. Anche perché l’una dipende dall’altra. E questo i pescatori, chiamati dal ministro a fare i “guardiani del mare”, ormai lo hanno capito bene. (Nereo Brancusi)

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