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Cosa sono i bagni derivativi? Sono davvero miracolosi?

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Una pratica di idroterapia che aiuta ad eliminare le tossine dal corpo, stimola la circolazione e il sistema linfatico: i bagni derivati sono davvero miracolosi?

Ormai se ne parla ovunque, attribuendo a questa pratica effetti miracolosi: dalla prevenzione delle malattie alla perdita di peso. In realtà i cosiddetti bagni derivativi possono essere una buona e sana abitudine ma attendersi risultati straordinari è sbagliato. Innanzitutto vediamo di che si stratta. I bagni derivativi sono praticamente delle spugnature fatte con acqua fredda lungo l’inguine. Farle dunque è semplicissimo basta una spugna e un bidet, ma andrebbero fatte almeno per dieci minuti e possibilmente due volte al giorno. L’acqua fredda dovrebbe stimolare i meccanismi depurativi che il nostro corpo già possiede, facilitando l’espulsione delle tossine. L’acqua fredda andrebbe a sollecitare il ‘viaggio’ delle scorie verso gli organi deputati alla loro espulsione, ovvero l’apparato urinario e intestinale, a stimolare la circolazione e il sistema linfatico.

La pratica va seguita lontano dai pasti ed è importante tenere il resto del corpo al caldo mentre si effettuano le spugnature. La tecnica di idroterapia è stata descritta un secolo fa dal medico tedesco Louis Kuhne ed è stata ripresa dal libro diventato ormai famoso di France Guillain, la skipper francese che l’ha sperimentata e ne ha descritto i benefici. Secondo lei, gli effetti si vedono dopo pochi giorni e ci si sente meno stanchi, meno gonfi e appesantiti. Inoltre la tecnica aiuterebbe a prevenire infezioni e infiammazioni.

Per saperne di più si può leggere il libro di France Guillain “Il nuovo libro dei bagni derivativi”, edizioni L’Età dell’acquario.

AS

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