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Cibi, da oggi si cambia: etichette chiare e leggibili sulle confezioni

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Olio d’oliva, carni bovine e avicole, miele, latte fresco, passata di pomodoro: arriva il decreto che dispone il rispetto di alcune modalità di apposizione in etichetta dell’indicazione dell’origine per questi prodotti. Tutto questo a difesa del nostro made in Italy sinonimo di qualità

Etichette alimentari chiare e leggibili, che aiutino il consumatore a orientarsi al meglio per un acquisto consapevole. Da oggi cambia la musica per quei produttori che cercavano di “ingannare” i cittadini attraverso indicazioni sulla produzione degli alimenti poco chiare o scritte in modo quasi invisibile sulle confezioni: dovranno mettere ben in vista la dicitura che esplicita l’origine della materia prima con cui un determinato alimento è stato prodotto. Il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, ha infatti firmato il decreto che dispone il rispetto di alcune modalità di apposizione in etichetta dell’indicazione dell’origine per i prodotti alimentari. Un obiettivo, quello della chiarezza delle confezioni, che il neoministro dell’Agricoltura aveva annunciato sin dal suo intervento programmatico immediatamente successivo alla nomina al dicastero di Via XX Settembre. Portata anche in Europa, la battaglia per un’etichettatura chiara rappresenta uno dei passi fondamentali per migliorare la qualità e la genuinità dei cibi che arrivano sulla nostra tavola. I prodotti interessati dal provvedimento – che verrà subito notificato all’Unione europea – sono l’olio di oliva, le carni bovine e avicole, il miele, il latte fresco e la passata di pomodoro. Se, ad esempio, sulle bottiglie di olio abbiamo trovato spesso scritto “proveniente da oli di paesi comunitari” in piccolo, da oggi non sarà più così. Allo stesso modo dovrà cambiare il registro per quanto riguarda i prodotti italiani al 100 per cento, che potranno (e dovranno) fregiarsi del marchio “italiano”. Sinonimo, da sempre, di qualità e affidabilità in cucina. 

(Natale Accetta)

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