Attenzione al pesce Lagocephalus sceleratus: si puo’ morire

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Attenzione: non mangiare il Lagocephalus sceleratus. E’ tossico e se ingerito puo’ causare anche la morte

 

Pescatori fai da te e consumatori fate attenzione: il pesce Lagocephalus sceleratus, un pesce palla originario dell’Oceano Indiano che sta popolando il Mediterraneo, è pericoloso: se ingerito potrebbe portare anche alla morte.  L’allarme, lanciato da Oceanus Research Group, deriva dallaTetrodotossina, una neurotossina presente in alcune specie della famiglia Tetraodontidae: ad esser particolarmente tossici, in alcuni pesce palla, sono fegato e ovaie, ma meglio evitare completamente di mangiare questo pesce.  

A fare particolare attenzione dovranno essere i pescatori fai da te: il pesce Lagocephalus sceleratus è stato avvistato  al largo delle coste di Lampedusa, Palinuro, Salerno, Monopoli e Messina. La sua presenza nel Mediterraneo è stata segnalata dall’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale il 7 novembre 2013.

 

Il pesce Lagocephalus sceleratus, spiegano dal Oceanus Research Group ‘ha corpo oblungo, fusiforme, ricoperto di pelle liscia senza placche o scudetti, ma dotato di spine corte e disposte in serie longitudinali nella regione ventrale, che è rigonfiabile e pieghettata in attitudine di riposo. La linea laterale è marcata e suddivisa in rami che circondano l’orbita e rami trasversali, che si congiungono con la linea laterale o che si diradano verso la zona ventrale. La testa, robusta, ha occhi circolari di grandezza media e aperture nasali minuscole. La bocca è piccola e i denti sono riuniti in due placche dentarie superiori e due inferiori. Può ingerire acqua o aria. Ha una sola pinna dorsale molto spostata indietro e con 13-16 raggi. L’anale è simmetrica alla dorsale ed ha 11-13 raggi. La caudale (15 raggi) ha il margine posteriore incavato e il lobo inferiore più lungo di quello posteriore. Le pettorali sono alquanto robuste ed hanno 14-16 raggi. Le ventrali sono assenti. Il colore del corpo è ardesia o grigio azzurrastro sul dorso, bianco latteo nel ventre. Gli esemplari giovanili hanno macchiette nere sparse nella zona spinosa.
E’ una specie pelagica che allo stadio giovanile staziona vicino agli estuari dei fiumi e da adulta preferisce acque tropicali o calde, a profondità tra i 10 e i 100 m, ma può scendere anche oltre i 450m. Perlopiù si sposta grazie alle correnti. Se minacciata, si gonfia ingerendo aria o acqua, che trattiene contraendo gli sfinteri del piloro e dell’esofago e in modo da gonfiare lo stomaco, fino ad assumere una conformazione a palla. Si nutre sia di detriti che di organismi animali (crostacei e molluschi). Raggiunge i 60 cm di lunghezza totale’.

gc

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