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Come recuperare i resti delle feste, per non sprecare il cibo

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In un tempo in cui la crisi morde tutto fa brodo. Non solo letteralmente. Quindi fioccano i suggerimenti su come consumare tutto ciò che resta in tavola, la cosiddetta cucina di recupero

Archiviato il Natale, il cenone di Capodanno e il grande pranzo del 1 gennaio, come anche il pranzo dell’Epifania, le pance degli italiani tornano a chiedere un po’ di respiro. Ma di tutte quelle portate messe in tavola, di tutti quei banchetti, c’è qualcosa che può essere recuperato? In un tempo in cui la crisi morde tutto fa brodo. Non solo letteralmente.

Quindi fioccano i suggerimenti su come consumare tutto ciò che resta in tavola, la cosiddetta cucina di recupero. I piatti più gettonati sono, ovviamente, polpette o polpettoni a base di carne: basta impastare qualche “avanzo” ed ecco pronto un altro delizioso piatto.

Anche le frittate sono ottime e possono dare una “rinfrescata” ai piatti di verdura o di pasta. La frutta secca può essere facilmente caramellata per diventare un ottimo “torrone” mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. Se si vuole esagerare, passando al dolce si riesce facilmente a dare un nuovo sapore a pandori o panettoni, ricorrendo alla farcitura con creme. Infine, lo spumante avanzato può essere utilizzato per fare un buon risotto o per rendere più saporito il pollo alla cacciatora. Insomma, si può mettere in piedi un vero e proprio nuovo menù, risparmiando.

Giacomo Gallo

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