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Alimentazione: la dieta che combatte l’Alzheimer

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Pochi frutti di mare e tanti alimenti vegetali. E’ questo l’identikit essenziale della dieta anti Alzheimer contenuta nella ricerca italiana Annals of Neurology

Pochi frutti di mare e tanti alimenti vegetali. E’ questo l’identikit essenziale della dieta anti Alzheimer contenuta nella ricerca italiana ‘Annals of Neurology’, condotta dai Centri Fatebenefratelli di Roma (Isola Tiberina) e di Brescia, con l’Università Cattolica-Policlinico Gemelli.

La ricerca suggerisce soprattutto di assumere cibi contenenti vitamina E (semi, spinaci o altri vegetali a foglia larga), visto che sono in grado di aumentare la resistenza dei neuroni ai processi degenerativi. Importanti per la produzione dei neurotrasmettitori e il miglioramento delle facoltà cognitive sono, tra l’altro, le vitamine B12 e B6, efficaci anche se assunte come complessi multivitaminici.

La ricerca indica infine di seguire una dieta a basso contenuto di rame e di controllarne regolarmente i livelli di assunzione, con un test del sangue mirato (C4D). Questo perché è stata dimostrata scientificamente l’esistenza di un legame diretto tra il cattivo assorbimento del rame e l’evoluzione della malattia di Alzheimer. Secondo gli esperti infatti, non tutti riescono ad eliminare efficacemente il rame che viene quotidianamente introdotto attraverso gli alimenti. In particolare, le persone che hanno superato i 55 anni e sospettano di avere delle dimenticanze, oltre all’esame del colesterolo e alle altre indagini del caso, possono effettuare anche il test del rame Non- Ceruloplasminico, cosiddetto ‘tossico’ o libero (non legato alle proteine).

Secondo il parere di molti esperti, le persone che presentano livelli fuori norma di rame libero nel sangue, devono assolutamente evitare l’assunzione di vitamine che contengono metalli. Tra le varie indicazioni anti Alzheimer, c’è ovviamente quello di ridurre il consumo di cibi che contengano grassi saturi e trans-insaturi (come ad esempio le carni rosse), capaci di produrre un aumento del decadimento cognitivo, soprattutto se associati a una dieta ad alto contenuto di rame. Per maggiori informazioni è possibile consultare questo sito.

(ml)

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