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dieta e covid19

Dieta e Covid-19

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dieta e covid19

Una dieta sana potrebbe diminuire le possibilità di sviluppare il Covid-19 in forma grave?

Dice un nuovo studio pubblicato sulla rivista Gut che le persone che mangiano molta frutta e verdura possono avere un rischio del 9% inferiore di incorrere nel contagio da Covid-19 rispetto a quelle con diete meno salutari e che inoltre, per queste persone, anche il rischio di incorrere in un Covid-19 grave è inferiore.

Ovviamente, come hanno sottolineato gli esperti, questo non vuol dire che un’alimentazione sana è un antidoto magico al virus.

Nessuno dovrebbe considerare la dieta un sostituto della vaccinazione o di altre misure contenitive, come l’uso della mascherina. Quello che suggeriscono i risultati è che una dieta con una qualità molto scarsa può essere uno dei contributori sociali ed economici al rischio di Covid-19.

Lo studio è stato possibile grazie a un sondaggio fatto a 592.000 adulti statunitensi e britannici che hanno riferito via smartphone di eventuali sintomi di Covid-19 che avevano sviluppato e se erano risultati positivi alla malattia e che hanno completato anche un questionario sulla loro dieta che richiedeva informazioni sull’assunzione di vari alimenti durante una settimana tipo. Durante il periodo di studio, ci sono stati 31.815 casi documentati di Covid-19.

Gli scienziati, tenendo conto di fattori come età, razza, abitudini di esercizio, fumo, peso corporeo e status economico.

Hanno diviso i partecipanti in quattro gruppi in base all’assunzione di alimenti vegetali come frutta e verdura, cereali integrali, legumi e oli vegetali. In media, hanno scoperto che il quarto dei partecipanti con le diete più ricche di frutta e verdura aveva una probabilità leggermente inferiore di sviluppare Covid-19 rispetto al quarto con diete prive di frutta e verdura.

E che, quando si sono ammalati, il loro rischio di Covid grave (che richiedeva il ricovero e l’ossigeno) era inferiore del 41%. In termini assoluti, il tasso di Covid-19 grave è stato di 1,6 per 10.000 persone al mese nel gruppo con le diete più sane; nel gruppo con le diete più povere, il tasso era di 2,1 per 10.000 ogni mese.

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