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Cambiamenti climatici in Italia? Arrivano le coltivazioni tropicali

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Banane e spezie coltivate al Sud, vitigni pregiati sulle Dolomiti: e’ questa la risposta degli agricoltori italiani ai cambiamenti climatici

Gli agricoltori italiani si adattano ai cambiamenti climatici e coltivano banane e spezie. Mentre aridità e siccità divorano ettari di terreni a vocazione agricola, con conseguenze gravi in termini di produzione e di prezzi per le colture tradizionali, gli agricoltori italiani prendono coraggio e decidono di rispondere ai cambiamenti climatici con coltivazione di  piante tropicali, dalle banane alle spezie. Non solo. Sempre in Italia, grazie alle alte temperature, si è riusciti a produrre vino d’alta quota, utilizzando vitigni internazionali che prima non sarebbero sopravvissuti alle temperature tropo rigide.

L’esperimento sulla produzione di banane è stato avviato in Sicilia, a Palermo, grazie ad un’idea Letizia Marcenò, appena 23 anni e un’azienda a conduzione familiare in parte riconvertita per far fronte ai cambiamenti climatici. Attualmente le piante di banane sono una cinquantina, ma il numero tende ad aumentare, soprattutto per far fronte ad una domanda sempre maggiore.

In Puglia, invece, grazie ai cambiamenti climatici, è possibile coltivare spezie come paprika, curcuma e zenzero. Le tre spezie si aggiungono al più noto zafferano, coltivato nell’azienda del 27enne Andrea Soriano che a Foggia sta portando avanti questo progetto in via sperimentale.

E mentre nel sud spuntano piante tropicali, al nord, tra le Dolomiti e a un’altezza che varia tra i 300 e i 600 metri, qualche grado in piu’ ha permesso a Marco De Bacco di piantare vitigni internazionali, che prima non avrebbero potuto resistere alle rigide temperature. Sulle Alpi raggiungono la maturazione anche vitigni come merlot, cabernet, chardonnay e pinot nero e si producono rossi a 13 gradi e mezzo.

(gc) 

agricoltura, cambiamenti climatici, clima, coltivazione banane, coltivazione spezie, vitigni

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