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Bambini. In Inghilterra ipotizzano di svezzarli dal quarto mese

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I pediatri consigliano di iniziare lo svezzamento intorno ai sei mesi d’età del neonato, ma secondo uno studio britannico, un bebè dovrebbe cominciare già a quattro mesi a sperimentare cibi diversi dal latte materno o artificiale. Un’ affermazione che potrebbe apparire azzardata e anche un po’ rischiosa – soprattutto perchè sappiamo bene quanto sia importante evitare l’insorgere di allergie e intolleranze alimentari durante il primo anno di vita del bambino – ma comunque degna di essere presa in considerazione. Intanto va detto che questo saggio, pubblicato sul British Medical Journal, si basa sull’analisi approfondita di circa 50 studi e ricerche sull’argomento.

In pratica si afferma che non esistono controindicazioni tali per cui sia indispensabile aspettare che il bebè abbia compiuto 6 mesi per introdurre nella sua dieta alimenti nuovi. Basandosi sulle statistiche comparate, gli studiosi inglesi hanno evidenziato che se in 16 dei documenti presi in considerazione è chiaro come iniziare lo svezzamento dai sei mesi in avanti riduce il rischio di infezioni e problemi di crescita, ben 33 invece trovano opportuno smettere di nutrire il bimbo con il solo latte materno già a 4 mesi. C’è di più.
 
La dott.ssa Mary Fewtrell, dello University College di Londra, spiega che nei bebè svezzati prima dei sei mesi è stata riscontrata una minor incidenza di anemia , e anche la predisposizione alla celiachia sarebbe in relazione con una ritardata introduzione del glutine nella dieta del piccolo. “Molti bambini iniziano lo svezzamento a 4 mesi e sono sani – aggiunge la dott.ssa Fewtrell – questa è una prima dimostrazione che la pratica non è pericolosa”. Solamente nei paesi in via di sviluppo sarebbe meglio evitare uno svezzamento precoce, ma per motivi di carattere igienico-sanitario perchè: “è molto più difficile avere acqua pulita e alimenti non contaminati, ma nei paesi occidentali la raccomandazione può essere più elastica”.

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