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Terrorismo: Miccichè, ‘io ex Lotta Continua? No, ma assurdo carcere per fatti di 50 anni fa’ (2)

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(Adnkronos) – Poi, Gianfranco Miccichè ricorda di avere invece conosciuto “bene” Adriano Sofri. “Lo andavo a trovare in carcere quando venne arrestato”, racconta. “Io non ero di Lotta continua, ma un giovane che in quel periodo era molto attento, con altri, alle vicende extraparlamentari. Vivevo in quel mondo insieme con Giuseppe Barbera, Maurizio Barbato, mio fratello Gabriele, il mondo era questo. C’era pure Emilio Arcuri, che era più parlamentarista e si vede perché poi diventò assessore di Leoluca Orlando. Fu un periodo che abbiamo vissuto allegramente, non disperatamente che hanno poi portato i terroristi a fare quello che hanno fatto. Noi passavamo le sere parlando della differenza che c’era tra Curcio e le nuove Brigate Rosse, perché Curcio era quello che non voleva la lotta armata, mentre gli altri erano quello che sparavano. Eravamo più ascoltatori che protagonisti. Ai tempi eravamo ragazzini, belli e aitanti. Fu un mondo vissuto con impegno rispetto a quello qualunquista come consideravamo i democristiani. Ma non eravamo protagonisti”.

“Ripeto, oggi non mi viene facile dire di stare da una parte o dall’altra, rispetto agli arresti di Parigi. Certo, sentire Santoro che tenta di dare una motivazione ideale al pentito di mafia dicendo che era l’Antistato, mi chiedo cosa fosse meglio rispetto alle dichiarazioni di Santoro. Ma, in realtà, hanno sbagliato e io ho sbagliato a pensare che ci fosse motivo di credere a loro e ai loro ideali. L’errore più grosso è stato passare alla lotta armata, finché restava una lotta ideale, anche di protesta, andava bene, ma poi l’errore è stato passare alla lotta armata. Quella è stata la fine…”. (di Elvira Terranova)

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