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Libri: Bricco racconta Cdp, la storia lunga 170 anni di un capitale dinamico e paziente

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Roma, 14 gen. (Adnkronos) – “Chi ha finanziato le scuole elementari, quando nell’Ottocento quattro italiani su cinque erano analfabeti? chi ha sostenuto la modernizzazione industriale del secondo dopoguerra, garantendo all’Iri i denari con cui creare la siderurgia pubblica? chi è intervenuto nelle grandi emergenze nazionali, dal maremoto di Reggio Calabria e di Messina del 1908 al terremoto in Irpinia del 1980, per il quale da un giorno all’altro sono stati assunti trenta funzionari, dieci ingegneri e quindici geometri da mandare sul campo, in mezzo alle macerie? Chi ha operato come fattore costante nella gestione del debito pubblico? La Cassa Depositi e Prestiti è un elemento essenziale di quell’organismo complesso e articolato, contraddittorio e vitale che è l’Italia. Lo è stata fin dalla sua fondazione che, 170 anni fa nel 1850, ha accompagnato il Paese nel suo processo di unificazione politica, avvenuta nel 1861, e nel suo tentativo di costruire ogni giorno un’identità, insieme, di tradizione e innovazione”. Sono le domande e la risposta con le quali comincia il libro del giornalista del ‘Sole 24 Ore’ Paolo Bricco, ‘Cassa Depositi e Prestiti. Storia di un capitale dinamico e paziente da 170 anni’, edito da Il Mulino, che ripercorre la storia dell’istituto di Via Goito.

Una storia strettamente legata alla quella dell’Italia. Nel suo libro, Bricco ripercorre l’operato della Cdp dalla fondazione a oggi. E in questi 170 anni è la storia di Italia che vediamo scorrere pagina dopo pagina: l’unificazione, le grandi trasformazioni economiche di fine Ottocento, la modernizzazione industriale dei primi del Novecento e gli effetti della Prima guerra mondiale, la crisi degli anni Trenta e le politiche per il Mezzogiorno del secondo dopoguerra.

In tutti questi passaggi cruciali Cdp ha sempre rivestito una funzione strategica per il paese. Oggi, a 170 anni dalla sua fondazione e dopo essere divenuta una Società per azioni, Cdp si conferma un’istituzione chiave per lo sviluppo delle infrastrutture, delle società strategiche e del sistema economico industriale dell’Italia, promuovendo l’economia nazionale e mantenendo inoltre un ruolo attivo sullo scenario globale. “Il Paese – scrive Bricco – è sempre meno centrale nei grandi processi storici e politici, economici e tecnologici. Cdp ha un assetto. Ha un’ossatura. Ha una sua identità. Nelle attività tradizionali, che ne fanno l’infrastruttura e il cuore finanziario del Paese. Nel suo perimetro più ristretto. E nel suo perimetro più allargato. Dove si trovano, per esempio, reti ed energia, petrolio e gas, infrastrutture e cantieristica, digitale e investimenti sociali. In questo specifico portafoglio di partecipazioni, sono presenti tutti i comparti che segnano la modernità novecentesca e che fanno parte anche delle frontiere tecnologiche prossime venture. Nel profilo complessivo della Cassa Depositi e Prestiti, costruito in 170 anni di storia, con tutte le sue potenzialità e le sue contraddizioni, c’è un’idea i futuro per il Paese”, spiega Bricco.

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