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Mafia: fratello piccolo Di Matteo, ‘avrei voluto morire io al suo posto’

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Palermo, 11 gen. (Adnkronos) – “E’ la prima volta che partecipo a iniziative che ricordano la memoria di mio fratello perché ancora oggi provo un dolore enorme per quanto è accaduto. Mio fratello è vivo nella memoria di tutti, ma avrei preferito morire io al suo posto”. Hanno commosso tutti le parole di Nicola Di Matteo, il fratello trentottenne del piccolo Giuseppe, il bambino sequestrato dagli uomini di Cosa nostra e poi ucciso e sciolto nell’acido per ‘punire’ il padre, Santino Di Matteo, che aveva iniziato a collaborare con la giustizia. Parole pronunciate in occasione della cerimonia per il 25esimo anniversario di quel barbaro omicidio, avvenuto l’11 gennaio del 1996, che si è tenuta ad Altofonte. 

“La mafia non è cambiata, c’era e c’è ancora – ha sottolineato Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana -. Ha solo cambiato strategia, ma è presente come e più di prima. Tutti vanno ad Auschwitz per vedere i forni crematori, provando inevitabile orrore.  Eviteremmo di vendere chiacchiere, se andassimo nei luoghi in cui la mafia ha seminato orrore, come il Giardino della Memoria, accorgendoci delle atrocità di quanto è accaduto”.

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