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Da rifiuto a risorsa: un nuovo modo per riciclare gli scarti alimentari

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Da rifiuto alimenatare a materia plastica, detersivo per il bucato e prodotti per uso quotidiano: gli scarti alimentari si riciclano

Da uno studio dell’American Chemical Society in corso a Philadelphia arriva un nuovo modo di riciclare i rifiuti organici alimentari prodotti da ristoranti, bar e mense, che ad oggi, globalmente, ammontano a circa 1,3 miliardi di tonnellate. Lo studio, presentato ieri, dimostra che con il recupero di rifiuti alimentari, derivanti da ristoranti, bar o mense, si arriva a produrre un elemento importante per la realizzazione di materie plastiche, detersivi per bucato e decine di altri prodotti di uso quotidiano.

Il progetto pilota sul riciclo dei rifiuti è stato realizzato in collaborazione con Starbucks, catena alimentare americana, impegnando i fondi di caffè e i prodotti da forno residui. Secondo Science Daily, quotidiano statunitense, che riporta la notizia, la scoperta avrebbe il doppio vantaggio di ridurre l’impatto ambientale con i nuovi prodotti e creare un possibile mercato per cui i rifiuti alimentari possano invece trasformarsi in ricchezza. Il progetto pilota è stato realizzato in Asia, ad Hong Kong, dove è stata testata l’affidabilità della tecnologia, chiamata bioraffineria. Nello Starbucks preso come esempio si producevano circa 5.000 tonnellate di rifiuti, tutti potenzialmente riutilizzabili, compresi prodotti da forno. Rifiuti che venivano inceneriti o smaltiti in discarica.

Lo sviluppo di questa nuova tecnologia consentirà anche di ridurre l’utilizzo di mais e colture alimentari per produrre i bio-combustibili: risorse sempre più scarse in questo periodo di siccità in America. Il team asiatico starebbe progettando di avviare un test anche in Germania nei prossimi mesi.

 

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