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Coronavirus, “lockdown e paura hanno frenato le vaccinazioni”

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Roma, 1 set. (Adnkronos Salute) – Paura del contagio, scarsa informazione e chiusure temporali dei centri vaccinali. Così l’emergenza coronavirus sta rallentando le vaccinazioni in tutto il mondo, Italia compresa. Ed è corsa contro il tempo per recuperare almeno 4 mesi di vaccinazioni non effettuate. Ne è convinto Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto, secondo il quale a rischio non ci sono solo i bambini. “Anche gli anziani – dice – le donne in gravidanza e le persone affette da malattie croniche sono più soggetti a complicazioni se non protetti dalle vaccinazioni”.

A causa delle misure anti-Covid, un genitore su tre – secondo un sondaggio condotto dalla Società italiana di pediatria – ha rinviato le vaccinazioni dei propri figli durante l’emergenza sanitaria. Non solo. I dati del ministero della Salute a livello nazionale parlano chiaro: la sospensione delle attività durante la pandemia ha riguardato circa un quarto (il 28%) dei centri vaccinali, rispetto allo stesso periodo del 2019.

“Nell’Azienda sanitaria locale di Taranto abbiamo condotto una ricerca. I risultati dello studio confermano la tendenza riscontrata dalla Società italiana di pediatria. Anche da noi la situazione è più o meno simile a quella che si è verificata nel resto d’Italia – afferma Conversano – Dal 4 maggio, però, la Regione Puglia ha riaperto tutti i centri vaccinali, come se fossimo in condizioni normali. Abbiamo adottato azioni molto decisive, dall’aumento dell’orario di apertura dei centri all’individuazione di altre strutture che avessero gli spazi adeguati per poter rispettare tutte le norme di sicurezza anti contagio. Risultato? Anche a Ferragosto abbiamo lavorato a pieno regime pur di recuperare quasi tutte le vaccinazioni non effettuate a causa della quarantena. In pieno lockdown i bambini avevano meno contatti, con la riapertura sarebbero stati più esposti a maggiori rischi. Da qui la nostra corsa contro il tempo”.

Quest’anno la campagna di vaccinazione anti pneumococcica e anti herpes zoster nella popolazione adulta promossa dalla Asl di Taranto è stata anticipata in piena estate. Per quale motivo? “Uno dei problemi più grossi che possiamo correre il prossimo autunno – avverte il direttore del Dipartimento di Prevenzione – è la circolazione del Covid-19 insieme all’influenza e allo pneumococco. Per questo motivo è stato indispensabile per noi programmare, a partire già dai primi di ottobre, una campagna vaccinale antinfluenzale molto massiccia e che possa coprire almeno il 75% della popolazione anziana e circa il 50% della popolazione generale. Ma per fare l’antinfluenzale dobbiamo aspettare che il vaccino arrivi, e arriverà solo a ottobre”.

“Così dal 1 luglio (e fino al 30 settembre) – prosegue Conversano – abbiamo deciso di anticipare il vaccino gratuito per l’anti pneumococco e l’herpes zoster, detto fuoco di Sant’Antonio, poiché già disponibili nei nostri frigoriferi. Inutile aspettare. Meglio approfittare del periodo estivo in cui il Covid-19 circolava molto meno e dare la possibilità alle persone in buona salute di poter anticipare la vaccinazione. Obiettivo: consentire agli anziani e alle persone a rischio per altre patologie croniche (tra cui cardiopatie, malattie polmonari, cirrosi epatica, diabete mellito, leucemie, linfomi, neoplasie, insufficienza renale) di arrivare all’autunno più forti dal punto di vista immunologico e pronti per la vaccinazione antinfluenzale”.

In merito al calo delle vaccinazioni, cosa emerge dallo studio condotto nella Asl di Taranto? “Da noi – spiega Conversano – la riduzione si è verificata molto meno per i bambini nei primi 2 anni di vita. Più consistente il calo, invece, tra gli adolescenti. Questo perché come Asl abbiamo sempre vaccinato gli adolescenti contro il papilloma virus, la meningite meningococcica oltre ad effettuare il richiamo per difterite, tetano e pertosse nelle scuole. È evidente che la chiusura degli istituti scolastici ci ha impedito di completare questa campagna, ma devo dire che sin dallo scorso maggio abbiamo richiamato tutte le scuole negli ambulatori. La risposta è stata eccezionale. I genitori non aspettavano altro che far completare queste vaccinazioni ai loro figli. Tutto ciò è frutto di tanti anni di campagne di sensibilizzazione”.

Oms e Unicef raccomandano urgentemente di ripristinare e rafforzare, in totale sicurezza, le attività di vaccinazione puntando su servizi e comunicazione. Basterà per ridare fiducia alle persone che in questi mesi hanno deciso di rimandare le vaccinazioni programmate per se stessi o per i propri figli? “Sicuramente – sottolinea il medico – una campagna di sensibilizzazione è importante se fatta bene e a tutti i livelli. Ma deve essere condivisa e portata avanti dall’intera comunità scientifica. Le vaccinazioni sono dei livelli essenziali di assistenza e un obbligo etico e morale da parte di tutti gli operatori della sanità”.

Recuperare almeno 4 mesi di vaccinazioni non effettuate non sarà facile, in particolare laddove i centri vaccinali sono rimasti totalmente chiusi. Tali strutture, secondo lei, vanno riorganizzate con personale aggiuntivo? O basterà aumentare l’orario di apertura, magari consentendo le attività di vaccinazione anche nei giorni festivi? “Nel nostro territorio – conclude Conversano – abbiamo preso operatori dei centri vaccinali, ora anche in grado di fare tamponi nei drive o a domicilio. Ma tutto questo non è sufficiente. Ora è il momento di investire sulla formazione di personale aggiuntivo e su nuovi centri vaccinali che abbiano gli spazi adeguati. Solo in questo modo potremo proteggere la popolazione, da 0 a 100 anni”.

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