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Falcone: Nencini, ‘come Matteotti ebbe nemici a sinistra’

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Roma, 23 mag. (Adnkronos) – “Uno è nato il 22 maggio, l’altro è stato assassinato il 23 maggio di un secolo dopo. Chi scrive che Matteotti e Falcone in vita furono amati o è un bugiardo o ha perso la memoria. Furono odiati e minacciati di morte dal mondo che combattevano: il fascismo e la mafia. E furono vilipesi nella loro stessa comunità, attaccati con argomenti speciosi, ridicolizzati: la sinistra, la magistratura. Di più. Una volta morti ammazzati, i nemici più duri provenienti dallo loro stesse file camuffarono la loro condotta per trasformarsi in agiografi”. Lo afferma il senatore del Psi Riccardo Nencini,

“Rileggersi i verbali del Csm, rileggersi le dichiarazioni di Violante e dintorni su Falcone. Giovanni Falcone fu gettato in un canto con l’accusa di aver fatto una scelta politica (lavora con Martelli al ministero della Giustizia). Salvo poi, a sepolcro inchiodato, vantare un’amicizia che non c’era mai stata. Di recente è successo anche a Matteotti. Tutti ne parlano, tutti pronti ad accaparrarsi l’eredità. Allora, parlo degli anni tra il 1920 e il 1924, Giacomo di amici ne ebbe davvero pochi. Pochissimi condividevano il suo attacco quotidiano al fascismo. Eccoli: Turati, Modigliani, Treves, Anna Kuliscioff. Per coerenza si segnala Togliatti. Fu un nemico di Matteotti -conclude Nencini- prima e dopo l’assassinio. La rivoluzione comunista era più importante della lotta al fascismo”.

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