Silvia Romano:madre cooperante Lo Porto ucciso ‘contenta per lei, mio figlio morto e dimenticato’ (2)
(Adnkronos) – Tre anni fa la Procura di Roma chiese l’archiviazione dell’inchiesta penale sul caso ma il gip, nel marzo 2019, ha respinto la richiesta, ordinando, per la seconda volta, alla Procura di continuare con le indagini. Il gip Anna Maria Gavoni nel giro di poco più di un anno si è opposta per due volte alla richiesta di archiviazione del caso da parte del magistrato titolare dell’inchiesta, il procuratore Erminio Amelio, accogliendo così la domanda di giustizia della famiglia Lo Porto. L’inchiesta è ancora aperta e la Procura, come apprende l’Adnkronos, è in attesa di eseguire alcune rogatorie, così come chiesto dal giudice per le indagini preliminari. Di più non trapela dal Palazzo di giustizia.
“Non voglio parlare di Silvia Romano – dice oggi la signora Giusi Felice -ripeto, sono contenta per lei e la sua famiglia che sia tornata a casa sua, come sono tornate altre persone. Ma solo soltanto che mio figlio non è tornato, si figuri la rabbia che c’è in me”. E aggiunge: “Io sono molto arrabbiata con il mondo intero, perché mio figlio è stato ammazzato, da un drone. Penso che l’Italia ce l’abbia messa tutta per portare Giancarlo (lo chiamavano così i familiari e gli amici ndr), loro hanno detto che non lo sapevano che era lì (in Pakistan ndr) prigioniero. Mio figlio è morto per un drone americano. E la verità non si saprà mai”.

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