Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

Andare a scuola ci rende più intelligenti

Condividi questo articolo:

Uno studio ha dimostrato che la frequentazione scolastica obbligatoria rende più intelligenti. A scoprirlo è stato un team di ricercatori del dipartimento di statistica dell’Università di Oslo

Andare a scuola rende più intelligenti, potrebbe sembrare un’informazione scontata ma non è così. Lo dimostrano le cifre di uno studio condotto da alcuni scienziati norvegesi, che infatti hanno misurato il quoziente intellettivo di alcuni ragazzi prima e dopo l’attuazione di una riforma scolastica che aumentava di due anni l’obbligo per il ciclo di studi.

 

Tarin Galloway e Cristian Brinch, insieme al loro gruppo, hanno esaminato i nati tra il 1950 e il 1958, per verificare se le modifiche all’obbligo di istruzione della scuola superiore apportate in Norvegia fin dal 1955 avessero avuto qualche effetto sugli studenti. 

 

Le cifre parlano chiaro. Chi aveva studiato più a lungo, ne aveva tratto beneficio. Tra chi aveva frequentato la scuola prima delle riforma che innalzava l’obbligo scolastico e chi aveva frequentato la scuola dopo la riforma c’era uno scarto di 0,6 punti nel QI (maggiore era il QI dei secondi). Gli esiti della ricerca, pubblicati sulla rivista Pnas, sembrano mostrare, secondo gli esperti, che l’istruzione abbia effetti duraturi sulle capacità cognitive.

 

Questo articolo è stato letto 66 volte.

intelligenza, istituti professionali, licei, maturità, QI, scuola, scuola obbligatoria, studio

I commenti sono chiusi.