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Intelligenze artificiali che sembrano umane

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Gli scienziati sono sempre più vicini a creare cervelli artificiali che funzionano come i nostri

Un nuovo sinapsi potrebbe presto consentire ai computer di prendere decisioni in modo molto simile a quello che facciamo noi, trasformandoli essenzialmente in cervelli artificiali. Un giorno, questa nuova tecnologia potrebbe sostenere sistemi avanzati di intelligenza artificiale che potrebbero diventare parte della nostra vita quotidiana, dal trasporto alla medicina.

I ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) spiegano che, proprio come un cervello biologico, l’interruttore «impara» elaborando i segnali elettrici che riceve e producendo segnali di uscita appropriati. Il processo rispecchia la funzione delle sinapsi biologiche nel cervello, che consentono ai neuroni di comunicare tra loro.

La sinapsi artificiale, descritta in un articolo pubblicato sulla rivista «Science Advances», funziona anche meglio della sua controparte biologica, usando molta meno energia di quanto facciano i nostri cervelli e facendo scattare i segnali molto più velocemente dei neuroni umani – 1 miliardo di volte al secondo, mentre le nostre sinapsi lo fanno circa 50 volte al secondo. Ciò ha un impatto significativo sull’elaborazione perché maggiore è la frequenza dei segnali elettrici che vengono emessi e ricevuti, più forte diventa la connessione tra le sinapsi.

Questo sistema ha lo scopo di potenziare la capacità dei cosiddetti «computer neuromorfici» che possono supportare l’intelligenza artificiale che un giorno potrebbe essere fondamentale per migliorare la percezione e le capacità decisionali dei dispositivi intelligenti come auto a guida automatica e persino strumenti diagnostici per il cancro.

Infatti, anche se l’intelligenza artificiale potrebbe essere un punto di svolta nel campo della medicina, i computer convenzionali che gestiscono i suoi sistemi sono ancora in difficoltà con compiti come il riconoscimento del contesto. Questo perché, dicono i ricercatori del NIST, non conservano i ricordi nello stesso modo in cui lo facciamo noi. Il nostro cervello elabora le informazioni e memorizza le memorie nelle sinapsi allo stesso tempo, mentre i computer eseguono separatamente le due attività.

La nuova sinapsi artificiale affronta questo problema, permettendo ai computer di imitare il cervello umano. Sebbene sia ancora in fase di test, i ricercatori sono fiduciosi che un giorno possa alimentare una nuova generazione di cervelli artificiali in grado di migliorare le attuali capacità dei sistemi di intelligenza artificiale.

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