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batterie al litio

Batterie al litio e incendi: perché si innescano e come proteggersi in casa e in viaggio

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di Redazione Ecoseven – 21/07/2026

batterie al litio

In breve,

le batterie al litio che alimentano smartphone, monopattini, power bank e auto elettriche possono, in rari casi, incendiarsi da sole: non serve una fiamma esterna, basta un difetto o un urto per innescare una reazione a catena chiamata thermal runaway. È lo stesso fenomeno che i vigili del fuoco indicano all’origine del maxi rogo che l’8 luglio 2026 ha distrutto un deposito logistico a Milano. Ma la parte che conta davvero è un’altra: la maggior parte di questi incendi domestici si può prevenire con poche precauzioni precise, e c’è un errore comunissimo che quasi tutti commettono ricaricando i dispositivi.

Le segnalazioni di incidenti legati alle batterie al litio sono in forte aumento. L’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) ha definito il 2025 un anno record per eventi che hanno coinvolto batterie al litio a bordo degli aerei, mentre l’Autorità britannica per l’aviazione civile (CAA) ha riferito che gli episodi rilevati nei bagagli in stiva sono passati da circa 316 nel 2024 a 643 nel 2025, con una media di due incidenti a settimana.

Perché le batterie al litio prendono fuoco

Una batteria agli ioni di litio contiene un elettrolita liquido infiammabile: un sale di litio disciolto in un solvente organico, che serve a trasportare gli ioni tra i due elettrodi. È un componente efficiente ma delicato. Quando la batteria viene danneggiata, sovraccaricata o esposta a temperature elevate, può innescarsi il cosiddetto thermal runaway (fuga termica): una reazione interna che si autoalimenta, producendo calore, gas infiammabili e nuove combustioni, anche in assenza di una fiamma esterna.

È questa la caratteristica che rende gli incendi da litio diversi e insidiosi: la batteria diventa contemporaneamente combustibile e innesco, e continua a bruciare anche dopo un primo spegnimento. Nel caso del deposito BRT (ex Bartolini) di via Don Minzoni a Milano, secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco coordinati dalla Procura di Milano, all’origine del rogo — divampato l’8 luglio 2026 e propagatosi su oltre 8.000 metri quadrati — ci sarebbe stato il surriscaldamento di un pacco di circa 10 chili di batterie al litio.

Quali sono i segnali di una batteria al litio pericolosa

Le batterie al litio danneggiate danno quasi sempre avvisaglie prima di cedere. I segnali da non ignorare sono:

  • Rigonfiamento: se il dispositivo o la batteria appaiono gonfi, deformati o “a cuscino”, è un segnale di allarme grave.
  • Calore anomalo: una batteria che scotta al tatto durante o dopo la ricarica non è normale.
  • Odore: un odore chimico, dolciastro o di plastica bruciata indica un problema interno.
  • Perdite o macchie: tracce di liquido o aloni sono sintomo di un involucro compromesso.
  • Comportamento elettrico anomalo: la batteria si scarica troppo in fretta o non tiene più la carica.

In presenza di uno di questi segnali, il dispositivo va spento, allontanato da materiali infiammabili e non più ricaricato.

Come prevenire gli incendi da batterie al litio in casa

La prevenzione domestica passa da abitudini semplici. Ecco cosa fare e cosa evitare.

Cosa fare:

  • Usare solo il caricabatterie originale o certificati compatibili con il dispositivo.
  • Ricaricare su superfici rigide e non infiammabili (evitare letti, divani, moquette).
  • Staccare il dispositivo quando è carico, senza lasciarlo in ricarica tutta la notte incustodito.
  • Conservare le batterie a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore e luce solare diretta.
  • Smaltire le batterie esauste nei punti di raccolta RAEE, mai nell’indifferenziato.

Cosa evitare:

  • Non ricaricare monopattini, e-bike o dispositivi di grandi dimensioni di notte o mentre si è assenti.
  • Non usare batterie o caricabatterie danneggiati, contraffatti o non certificati.
  • Non esporre le batterie a urti, schiacciamenti o forature.
  • Non lasciare i dispositivi in auto sotto il sole o in ambienti molto caldi.

Batterie al litio in aereo: le regole aggiornate

Il trasporto aereo è l’ambito dove le regole sono diventate più stringenti, proprio per il rischio di incendio. Dal 27 marzo 2026 l’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO) ha introdotto norme più severe, recepite dalle compagnie e valide per i voli da e per l’Italia (dove si applicano anche le indicazioni ENAC). I punti fondamentali:

  • Solo bagaglio a mano: power bank, batterie di ricambio e sigarette elettroniche non possono mai viaggiare nel bagaglio in stiva, dove un eventuale incendio non sarebbe raggiungibile dall’equipaggio.
  • Protezione dai cortocircuiti: ogni batteria di scorta va protetta singolarmente (confezione originale, custodia o nastro sui contatti).
  • Limiti di capacità: fino a 100 Wh senza autorizzazione; tra 100 e 160 Wh serve l’approvazione della compagnia. La maggior parte dei power bank da 10.000–20.000 mAh rientra sotto i 100 Wh.
  • Divieto di ricarica in volo: i power bank non vanno usati per caricare dispositivi durante il volo.

Le regole della singola compagnia possono essere più restrittive dello standard IATA, quindi conviene sempre verificarle prima di partire.

 

FAQ – Domande frequenti

Perché le batterie al litio prendono fuoco da sole?

Le batterie al litio contengono un elettrolita liquido infiammabile. Se la batteria è danneggiata, sovraccaricata o surriscaldata, può innescarsi il thermal runaway: una reazione interna che si autoalimenta producendo calore e gas infiammabili, capace di generare fiamme anche senza una fiamma esterna.

Come capire se una batteria al litio sta per esplodere?

I principali segnali di pericolo sono il rigonfiamento o la deformazione della batteria, un calore eccessivo al tatto, un odore chimico o di bruciato, eventuali perdite di liquido e un rapido calo della capacità di carica. In presenza di questi sintomi il dispositivo va spento e non più ricaricato.

È pericoloso lasciare il telefono in carica tutta la notte?

Il rischio principale non è il sovraccarico, gestito dai circuiti moderni, ma il fatto di lasciare in ricarica per ore un dispositivo incustodito: se la batteria è difettosa e si innesca un incendio, nessuno può intervenire in tempo. È sconsigliato soprattutto per dispositivi grandi come monopattini ed e-bike.

Si possono portare le batterie al litio e i power bank in aereo?

Sì, ma solo nel bagaglio a mano, mai in stiva. Dal 27 marzo 2026 le regole ICAO impongono di proteggere ogni batteria dai cortocircuiti e vietano di usare i power bank per ricaricare dispositivi durante il volo. Il limite standard è 100 Wh senza autorizzazione.

Come si spegne un incendio da batteria al litio?

Un piccolo dispositivo può essere raffreddato con abbondante acqua, che abbassa la temperatura e contrasta il thermal runaway. Per incendi più grandi (monopattini, e-bike, auto) è indispensabile allontanarsi e chiamare i vigili del fuoco: questi roghi possono riaccendersi e richiedono interventi specializzati.


ATTENZIONE: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce le indicazioni dei produttori, dei vigili del fuoco o delle autorità competenti. In caso di batteria rigonfia, danneggiata o surriscaldata non tentare di smontarla o forarla e rivolgersi ai canali di smaltimento RAEE; in caso di principio d’incendio allontanarsi e contattare i vigili del fuoco (115). Le regole per il trasporto aereo possono variare da compagnia a compagnia: verificare sempre le condizioni del proprio vettore prima di partire.

Fonti principali: Vigili del Fuoco e Procura di Milano, primi accertamenti sull’incendio del deposito BRT di via Don Minzoni, Milano, 8–11 luglio 2026 (ricostruzione riportata da ANSA); EASA (Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea) e CAA (Civil Aviation Authority, Regno Unito), dati 2024–2025 sugli incidenti da batterie al litio a bordo; ICAO, aggiornamento normativo sul trasporto di batterie al litio in vigore dal 27 marzo 2026.

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