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Prezzi dei carburanti

Prezzi dei carburanti al 13 giugno 2026: Benzina sotto i 2 euro, diesel sopra

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Prezzi dei carburanti

I prezzi dei carburanti raccontano due storie diverse. Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservaprezzi del MIMIT, riferita al 13 giugno 2026, la benzina in modalità self service si attesta a una media nazionale di 1,899 euro al litro, restando sotto la soglia psicologica dei due euro. Il gasolio, invece, la supera: 2,008 euro al litro, oltre dieci centesimi più caro della verde. Una differenza che fino a poche settimane fa era meno marcata e che oggi ha una spiegazione precisa, legata più alle scelte fiscali del Governo che all’andamento dei mercati.

Perché il diesel ha superato la benzina

La ragione principale del sorpasso si chiama accise. Con il decreto del Ministero dell’Economia entrato in vigore il 7 giugno, il taglio delle accise sui carburanti è stato prorogato fino al 3 luglio 2026, ma con una modifica sostanziale: lo sconto sulla benzina resta di 5 centesimi al litro, mentre quello sul gasolio è stato dimezzato, passando da 10 a 5 centesimi. Considerando anche l’IVA, il beneficio per chi guida diesel è sceso da circa 12,2 a 6,1 centesimi al litro.

È la quinta proroga consecutiva di una misura nata a marzo per contenere il caro carburante. La copertura, pari a circa 149,4 milioni di euro, arriva dall’extra gettito IVA registrato a maggio. Per gli automobilisti diesel, però, il dimezzamento dello sconto si è tradotto quasi subito in un rincaro alla pompa, ed è questo il motore principale che ha riportato il gasolio stabilmente sopra quota due euro.

Le differenze dei prezzi dei carburanti tra Nord, Centro e Sud

Sul piano territoriale, il quadro è sorprendentemente omogeneo. Le medie self service per macroarea mostrano scarti di pochi centesimi, segno di un mercato che, almeno sui prezzi medi, non presenta le forti spaccature geografiche di altri beni di consumo.

Per la benzina, il Centro risulta l’area più conveniente con 1,889 euro al litro, seguito dal Nord a 1,896 e dal Sud, leggermente più caro, a 1,909 euro. La forbice massima tra l’area più economica e quella più cara è di appena due centesimi. Per il gasolio la situazione ricalca lo stesso ordine: Centro a 2,002 euro, Nord a 2,007 e Sud a 2,012, con una differenza complessiva di un solo centesimo tra gli estremi.

Numeri che raccontano una distribuzione capillare ed efficiente della rete: le piccole divergenze riflettono soprattutto i costi logistici locali, il grado di concorrenza tra impianti e le strategie commerciali delle diverse insegne, più che reali squilibri strutturali tra le aree del Paese.

Quanto pesano davvero sul portafoglio i prezzi dei carburanti?

Tradotto in spesa concreta, fare un pieno da 50 litri costa oggi circa 95 euro per un’auto a benzina e poco più di 100 euro per una diesel. Su base annua, per un automobilista che percorre 15.000 chilometri, la differenza tra i due carburanti può incidere per diverse decine di euro, a parità di consumi del veicolo. Il vantaggio storico del gasolio, un tempo nettamente più economico, si è così assottigliato fino quasi a scomparire.

Per chi deve mettersi in viaggio, c’è un elemento di calendario da tenere a mente: lo sconto sulle accise è garantito solo fino al 3 luglio. Oltre quella data, in assenza di un’ulteriore proroga, i prezzi potrebbero risalire. Fare rifornimento prima della scadenza, soprattutto per il diesel, resta quindi una scelta prudente, anche perché un ritorno alla tassazione ordinaria spingerebbe il gasolio ben oltre i livelli attuali.

Cosa guardare nelle prossime settimane

Due i fattori da monitorare. Il primo è la decisione del Governo sulla scadenza di inizio luglio: una conferma degli sconti stabilizzerebbe i prezzi, una loro cancellazione produrrebbe rincari immediati. Il secondo è l’andamento delle quotazioni internazionali del greggio, sensibili alle tensioni geopolitiche, che restano la variabile di fondo capace di muovere il prezzo alla pompa a prescindere dalle scelte fiscali interne.

Nel frattempo, la fotografia resta quella di un mercato in equilibrio precario: prezzi contenuti rispetto ai picchi degli ultimi anni, ma sostenuti più dagli interventi pubblici che da un reale raffreddamento dei costi.

Fonte dei dati:

I prezzi dei carburanti provengono direttamente dall’Osservatorio Prezzi Carburante del Ministero delle Imprese e del Made in Italy

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Stefano Accetta

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