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Carapella (Confindustria): “Italia già leader in Europa per circolarità”

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(Adnkronos) – “Per noi di Confindustria l’argomento della circolarità è sempre più importante. Pochi mesi fa abbiamo pubblicato un ampio rapporto sul tema grazie alla collaborazione di tutte le associazioni di settore del nostro sistema. Un dato positivo da cui partire è che l’Italia è già leader di circolarità in Europa, con un tasso di circolarità quasi doppio rispetto alla media europea. Lo stesso vale anche per la produttività delle risorse, che è del 55% superiore in Italia rispetto alla media Ue e ciò significa che sappiamo produrre di più con meno”. Sono le dichiarazioni di Piergiorgio Carapella, senior economist del Centro studi di Confindustria, intervenuto a Milano in occasione dell’evento con cui Cariplo Factory e Intesa Sanpaolo Innovation Center hanno rinnovato la partnership per il Circular Economy Lab e durante il quale sono state presentate le storie di successo e le sfide da affrontare in questo ambito.  “Il settore dell’economia circolare muove più di mezzo milione di occupati e negli ultimi dieci anni gli investimenti sono aumentati del 10% in media ogni anno – aggiunge – Venendo però poi ai dati negativi, si evidenziano livelli ancora un po’ bassi rispetto ad altri grandi Paesi manifatturieri. Ben venga quindi l'incentivazione degli investimenti, perché maggiori investimenti significano maggiore innovazione e maggiore competitività delle nostre imprese in questo settore”.  “Noi abbiamo preparato una serie di proposte per ottenere questi risultati – illustra Carapella – alcune inerenti a strumenti già utilizzati che vanno però resi strutturali e all'ordine del giorno nel nostro impianto normativo. Possiamo pensare, ad esempio, ad incentivi fiscali per i prodotti circolari, ma anche a criteri green e circolari negli appalti pubblici che possono stimolare la domanda. In ultimo, sicuramente, va fatta un'ampia campagna di sensibilizzazione sul consumatore, così che decida di preferire un prodotto circolare. Tutti questi strumenti possono far sì che l'economia circolare diventi una leva strategica per la competitività. Ridurre l'utilizzo di materiali per la produzione e riuscire a recuperare tutta una serie di prodotti che altrimenti sarebbero a fine vita per le nostre imprese significa abbassare i costi di produzione e, soprattutto, ridurre le dipendenze strategiche che, in un momento di instabilità geopolitica, è un asset fondamentale”.  Il senior economist del Centro studi di Confindustria lancia poi un monito: “Dobbiamo cercare di non lasciare indietro le nostre piccole e medie imprese, che sono il motore di sviluppo di questo Paese e che, molto spesso, non possono avere accesso ad alcuni grandi investimenti in innovazione. Iniziative per favorire l'accesso al credito per queste imprese sarebbero quindi un bene. Infine, la transizione energetica e il percorso verso l'economia circolare devono avvenire senza appesantire l'onere normativo e burocratico che per le nostre imprese è già al limite. Molte pmi non riescono a stare al passo con ulteriori richieste di adempimenti normativi. Si tratta di realtà spesso già impegnate in circolarità ma che, probabilmente proprio per una mancanza di personale amministrativo dedicato, non riescono a rendicontare questa circolarità e ad entrare in quelle filiere e catene del valore che possano portarle alla frontiera di questo nuovo e importante settore”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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