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Ucraina-Russia, Mosca prende tempo: “In attesa di comunicazioni Usa su proposta tregua”

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(Adnkronos) – La Russia prende tempo e non esclude una telefonata "di alto livello" con gli Stati Uniti sulla proposta di tregua con l'Ucraina. "Assumiamo che il segretario di Stato Marco Rubio e il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Walz ci informeranno nei prossimi giorni attraverso diversi canali dei negoziati che si sono svolti e degli accordi presi", ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo che ieri a Gedda, nei colloqui con gli Stati Uniti, l'Ucraina ha dato il suo assenso a una tregua di 30 giorni condizionata ad analogo assenso della Russia.  Una telefonata fra Donald Trump e Vladimir Putin non è al momento in programma: da Washington non è arrivata alcuna richiesta, ha precisato Peskov dopo che Trump ha anticipato un suo colloquio con Putin questa settimana, in seguito ai colloqui di Gedda con gli ucraini.  La delegazione americana, durante i negoziati con la parte russa a Riad, ha affermato che gli Stati Uniti desiderano relazioni normali con la Federazione Russa e sono pronti a intraprendere negoziati seri. Lo ha affermato il capo del ministero degli Esteri russo, Sergej Lavrov, in un'intervista rilasciata ai blogger americani Mario Naufal, Larry Johnson e Andrew Napolitano.  "Quando ci siamo incontrati a Riad – ha spiegato Lavrov – con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il consigliere per la sicurezza nazionale americano Mike Waltz e l'inviato speciale del presidente americano per il Medio Oriente Steve Witkoff, hanno detto che vogliono relazioni normali, nel senso che la base della politica estera americana sotto l'amministrazione di Donald Trump è la protezione degli interessi nazionali degli Stati Uniti", ha osservato il ministro, secondo cui, allo stesso tempo, gli americani "capiscono che anche altri Paesi hanno i propri interessi nazionali e sono pronti a seri negoziati con questi Stati che hanno i propri interessi nazionali".  Intanto il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha confermato che dopo i colloqui di Gedda è ripreso il flusso degli aiuti militari Usa dalla Polonia verso l'Ucraina ai livelli precedenti allo stop ordinato da Trump dopo il suo scontro con Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca.  "Confermo che le forniture di armi attraverso Jasionka sono tornate ai livelli precedenti", ha detto Sikorski riferendosi all'hub logistico vicino al confine orientale della Nato da dove passa il grosso dell'aiuto militare a Kiev, il 95% del quale entra in Ucraina attraverso la Polonia, secondo le stime di Varsavia.  I raid non si fermano. E' di quattro morti e due feriti il bilancio dell'attacco sferrato in nottata dalla Russia contro il porto ucraino di Odessa, dove un missile balistico è esploso sul porto, danneggiando le infrastrutture e la nave mercantile battente bandiera delle Barbados MJ Pina, che stava caricando grano per esportarlo in Algeria. A dichiararlo è stato il governatore Oleh Kiper. Quattro membri dell'equipaggio siriani, di età compresa tra 18 e 24 anni, sono stati uccisi, mentre un altro membro dell'equipaggio siriano e un dipendente portuale ucraino sono rimasti feriti, riferisce il Kyiv Independent. Sono stati danneggiati anche un'altra nave e i magazzini del grano. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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