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Blue Economy: trasformare i rifiuti in nutrienti, per creare nuovo lavoro

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Convertire i rifiuti in nutrienti potrebbe dar vita a livello globale a 250.000 nuovi posti di lavoro

 

 

Scarichi urbani e industriali sono da sempre un problema per fiumi, laghi e mari. Per non inquinare da sempre l’uomo si è dovuto ingegnare per dare vita a sistemi di depurazione efficaci, che garantissero non solo la pulizia delle acque, ma anche la sopravvivenza di chi le abita.

È in questo contesto che rientra l’innovazione messa a punto da Jhon Todd e raccontata nel libro Blue Economy di Gunter Pauli, il fondatore di zeri. Todd ha dato vita al progetto in grado di convertire gli inquinanti organici in nutrienti. L’idea dell’esperto integra i normali sistemi di depurazione con piante, alghe e batteri.L’impianto messo a punto da Todd ha numerose componenti innovative, tra queste ricordiamo: la sublimazione dei batteri con vortici, la filtrazione dell’acqua con la grafite colloidale e le vongole, la tecnica di pulizia mutuata dal gambero pistola e dal cipresso calvo.

 

Non solo. ‘Nel 2001 Todd e i suoi colleghi aggiunsero la coltivazione di alcune specie di funghi all’ impianto di depurazione di South Burlington, nel Vermont, e ne risultò un sistema economico e a basso consumo di energia che beneficia degli input derivanti dai quattro regni della vita’, si legge nel libro Blue Economy.  

gc

blue economy, depurazione, fiumi, laghi, rifiuti

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