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Pd, Cottarelli: “Mi dimetto da senatore, stimo Schlein ma ci sono differenze”

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Roma, 7 mag. (Adnkronos) – “Ho deciso di rinunciare alla mia posizione di senatore. Mi dimetterò questa settimana”. Ad annunciarlo è Carlo Cottarelli, senatore Pd, ospite di ‘Che tempo che fa’ su Rai3.

“Naturalmente – spiega – il processo è molto lungo: le dimissioni devono essere accettate, la prima di prassi viene rigettata, poi si vedrà i tempi che ci vogliono. L’Università Cattolica mi ha chiesto di dirigere un programma per l’educazione delle scienze economiche e sociali rivolto agli studenti delle scuole superiori, questa è una cosa che farei gratuitamente per spirito di servizio. Andremo a visitare le scuole, tutte le scuole, su invito delle scuole stesse, a parlare di economica, di diritto, di costituzione, di come si comunicano queste cose, con personaggi davvero di grandi livello. Dovrei coordinare tutto questo, ma ovviamente parteciperei anche al programma. Però questa cosa purtroppo non è compatibile con il Senato”.

“La decisione l’ho presa perché mi sembra una cosa importante questa che si può fare, utile al Paese, e poi – continua Cottarelli – perché c’è in questo momento storico un’estrema conflittualità tra le due parti; ad esempio, è prassi che le minoranze presentino emendamenti, io li ho visti quasi sistematicamente rigettati anche quando ci sarebbe da discutere della sostanza; d’altro canto, le minoranze spesso propongono emendamenti in qualche modo soltanto per fare ostruzionismo. Non è una critica che faccio ai miei colleghi, è possibile che in questo momento storico non ci sia altro modo di fare le cose, però non è propriamente nelle mie corde. Pensavo ci fosse un atteggiamento meno conflittuale. C’è un altro aspetto: prima di entrare in Senato, credo di aver svolto nel mio piccolo un ruolo utile, anche venendo qui in questa trasmissione per parlare di come stavano le cose. Questa cosa è molto più difficile da fare, da una parte tendo inevitabilmente ad autocensurarmi. L’altra cosa, è che anche le cose che rimangono ‘la verità’ sono viste come espresse da qualcuno che ha in testa un cappello di partito. Essere uomo di parte dà meno credibilità (alle cose che dico). Forse nel mio piccolo posso svolgere un ruolo più utile al Paese, tornando a fare il ‘grillo parlante’, il divulgatore”.

“Puoi cambiare gruppo, mi è stato detto – sottolinea -. Ma non mi sembra giusto anche perché io sono stato eletto nel proporzionale e quindi non hanno votato il mio nome ma il partito. E anche se ci sono state offerte a spostarmi… Non lo dico, ma non è né la maggioranza né i 5 Stelle”.

“Io stimo molto Elly Schlein e credo faccia bene a spostare un più a sinistra il Pd. Ma – ammette – ci sono differenze che si sono create, come il ruolo del merito. Nella mozione Schlein il valore del merito è scomparso e viene quasi criticato”.

“È giusto che quel seggio torni al Pd. Fra l’altro – continua Cottarelli – la prima non eletta è una persona molto brava, Cristina Tajani, che insegna al Politecnico di Milano, ed è anche abbastanza vicina all’area di Elly Schlein. Poi è una donna, si migliora anche la parità di genere”.

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