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**Pd: Bonaccini tende mano a Schlein, ‘spero segreteria unitaria, lavoriamo insieme’**

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Roma, 13 mar. (Adnkronos) – Ieri i sorrisi e gli abbracci in assemblea. E l’insistenza sull’unità, speculare nei due interventi di Elly Schlein e Stefano Bonaccini. Oggi un passo ulteriore verso la concretizzazione di quell’unità così evocata dalla segretaria e dal neopresidente dem. Il passo lo fa Bonaccini che rompe gli indugi, al netto di qualche malumore tra quanti lo hanno sostenuto al congresso. “Credo che a breve, quando Elly sarà nelle condizioni, ci rivedremo per discutere della segreteria, se possa essere o meno unitaria. Io spero di sì”, dice Bonaccini.

Dallo parti di Schlein, che oggi non era a Roma, si lascia intendere che servirà ancora qualche giorno per comporre il quadro tra segreteria e capigruppo. I due prossimi passaggi per chiudere il nuovo organigramma dem. Intanto però c’è da registrare la presa di posizione di Bonaccini, non scontata visto che tra i ‘suoi’ c’è chi spinge per non accettare la proposta, se arriverà, di entrare in segreteria e strutturarsi piuttosto come corrente.

‘Hanno vinto, decidano loro, noi ci teniamo mani libere’: il senso dei ragionamenti. Ma il presidente dem la mette in modo ben diverso. “Mi sento a disposizione per dare una mano”, ha ripetuto anche oggi. Certo, quando si entrerà nel vivo della trattativa, andrà pesato anche il profilo della nuova segreteria e le deleghe che eventualmente verranno proposte alla minoranza. “La gestione unitaria se si fa, si fa davvero. Non può essere una bandierina”, si osserva tra parlamentari della minoranza.

Bonaccini nell’auspicare una segreteria unitaria torna anche sull’immagine e i contenuti della giornata di ieri alla Nuvola: “Attendiamo di capire la proposta della segretaria” ma credo “sia utile dare il messaggio, che ieri è uscito molto potente, che noi lavoriamo insieme e che ci siamo tolti le magliette delle tifoserie che hanno sostenuto ognuno di noi e che l’unica maglietta che indossiamo è quella del Pd perché l’avversario è la destra e non è certo tra di noi”.

Sulla questione capigruppo, il presidente Pd si limita ad osservare: “Ricordando che i gruppi hanno una loro autonomia di decisione, credo che si troverà la soluzione migliore con figure autorevoli per guidarli”. Al momento dai gruppi Pd di Camera e Senato si riferisce che non è stato messo in agenda un incontro dei parlamentari con la segretaria. Sulle presidenze ci si muove ancora nel campo delle ipotesi.

“Fine settimana o la prossima più probabilmente”, spiega un dirigente della maggioranza Schlein sui tempi per chiudere la partita. I rumors dem accreditano la versione che i nuovi presidenti dei gruppi potrebbero essere entrambi di maggioranza: Francesco Boccia in pole al Senato, Peppe Provenzano e Chiara Braga possibili nomi per la Camera. Chiara Gribaudo, di cui si è molto parlato, ha avuto ieri un altro incarico: vicepresidente del partito. “I gruppi si riuniranno, la segretaria darà un’indicazione e sarà sicuramente unitaria”, mette agli atti Boccia alludendo a figure condivise, anche perché i gruppi votano sui presidenti e, senza un accordo solido, l’incidente potrebbe essere dietro l’angolo.

Nel caso una delle presidenze vada alla minoranza, la Camera è quella più probabile nonostante questo non trovi affatto d’accordo diversi senatori che hanno sostenuto Bonaccini. Nel caso Simona Bonafè potrebbe succedere a Debora Serracchiani, se non dovesse restare proprio l’attuale capogruppo. Se ne discuterà nei prossimi giorni.

Intanto, ‘l’asse Schlein-Bonaccini’ torna anche sui temi. Dal salario minimo ai temi etici su cui Bonaccini chiede “attenzione” e osserva: “L’unità bisogna praticarla, io mi auguro ci sia la possibilità di avere posizioni chiare. Poi, in passato, sulle questioni etiche c’è stata anche la possibilità di libertà di coscienza”. C’è anche un altro elemento che potrebbe unire Schlein e Bonaccini, ieri protagonisti della assemblea dem con i big a restare sullo sfondo. Il superamento delle correnti, già scomposte durante il congresso.

Dice il presidente Pd: “Ieri è stata una bellissima giornata perché ha dato un segnale di unità e perché c’è stato un tentativo vero di superare le correnti cristallizzate, che non sono un male in sé, ma hanno cristallizzato il dibattito”. Non ne è affatto convinta Rosy Bindi che oggi in tv ha ‘bacchettato’ Boccia, ospite in studio, per la scelta della Direzione in cui le correnti hanno fatto di nuovo capolino: ciascuna area ha concordato i suoi rappresentanti. Dice Bindi: “Un po’ di coraggio nel fare la direzione ieri lo potevate avere. Ne conosco parecchi, un po’ di coraggio potevate averlo”.