Milano: in tribunale per aver imbrattato la Scala con vernice, ‘è repressione’
Milano, 10 gen. (Adnkronos) – “E’ una misura che ha scopo isolare la persona dal movimento, vengo punito per il mio stile di vita, mi sono sentito attaccato non per quello che faccio ma per la mia persona. Sono uno studente di 20 anni, non rappresento un pericolo sociale, la repressione che stiamo ricevendo è sproporzionata rispetto alle nostre azioni”. Lo afferma Simone Ficicchia, residente nel Pavese, uno dei giovani militanti di Ultima Generazione che rischia la sorveglianza speciale dopo che, il 7 dicembre, ha imbrattato di vernice la parete e le porte del Teatro alla Scala, a poche ore dalla Prima. Per lui la questura di Pavia ha proposto l’applicazione di una misura di prevenzione e oggi se ne discuterà in tribunale a Milano.
“Noi porteremo tutte le nostre motivazioni chiare e condivise della comunità scientifica: c’è bisogno di cambiamenti rapidi” per combattere gli eventi climatici improvvisi che provocano morte come nelle Marche e a Ischia, spiega davanti al Palazzo di giustizia dove si è tenuto un presidio di solidarietà con tanto di cartello del movimento ambientalista ‘Ultima generazione, no gas no carbone’. Un movimento che non è contro la politica: “cerchiamo interlocutori che non arrivano, forse manca il coraggio” intanto “facciamo azioni non violente con metodi che hanno funzionato in passato”. Per lo studente “Sta cambiando qualcosa, lo vediamo dalla solidarietà che arriva da personaggi e realtà politiche”, ma occorre fare di più.
“Ci aspettiamo giustizia – spiega l’avvocato Gilberto Pagani -. E’ un provvedimento che vuole colpire diritti di chi manifesta. Lo Stato e il potere non vogliono prendere soluzione contro il cambiamento climatico, Simone fa in modo di portate attenzione pubblica su questo ed è ingiusto che venga colpito”.
