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Benedetto XVI, quei 45 giorni in clinica e il legame con Wojtyla

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Roma, 2 gen. (Adnkronos) – Una storia poco raccontata, il ricovero per 45 giorni in una clinica romana, e un legame più profondo di quanto emerso finora, quello con Papa Wojtyla. La morte del Papa emerito Benedetto XIV riporta in primo piano un passaggio chiave della sua vita, ricostruito dall’Adnkronos.

Era il 1991 e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, che in quel periodo stava lavorando a Roma al nuovo Catechismo, passò un mese e mezzo in una stanza della Pio XI, a causa di un ematoma intracerebrale. Esigenze di riservatezza imposero sul quel soggiorno in clinica una cortina che lasciò trapelare pochissimi particolari. A maggio del 2020, l’Adnkronos riferiva per la prima volta della visita di Giovanni Paolo II, avvenuta durante quel ricovero, quando le condizioni di Ratzinger destavano preoccupazione. Ora a parlare, confermando la ricostruzione, è stato l’ex primario di neurochirurgia del Cto, il professor Fabio Iacovino, che insieme al professor Francesco Chiappetta, all’epoca primario di neurochirurgia della clinica, salvò Ratzinger dopo una disputa con i medici tedeschi che volevano operarlo a tutti i costi.

Il futuro papa Benedetto XVI, ha raccontato Iacovino, “aveva un ematoma intracerebrale occipitale sinistro di circa 3 centimetri e io con il professor Chiappetta eravamo del parere di aspettare che il sangue si riassorbisse, perché nel cervello il sangue si riassorbe. I neurochirurghi tedeschi invece volevano operarlo. Al termine di una piccola disputa, lo convinsi a non farsi operare: sarebbe stato un intervento rischioso e complesso”. Un ricovero che fu tenuto nascosto, ha ricordato Iacovino, “perché il Vaticano non voleva che si sapesse. Un pomeriggio sul tardi venne a trovarlo Papa Wojtyla, si fermò una mezz’oretta e poi se ne andò”.

Nelle conversazioni con i medici che lo assistevano, anche nel periodo successivo alle dimissioni dalla clinica, il cardinale Ratzinger parlava con particolare fervore del legame con Giovanni Paolo II, attribuendo grande importanza all’incontro avvenuto in quelle circostanze, per la soluzione positiva della situazione di crisi legata alla sua salute.

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