Lo scioglimento dei ghiacciai nell’Antartide è ormai irreversibile

Due diverse ricerche mostrano che il processo non potrà essere fermato. E il livello del mare è destinato a crescere di 1,2 metri
Un processo irreversibile che non può più essere fermato. Lo scioglimento dei ghiacciai dell’Antartide occidentale sembra ormai inevitabile e a documentarlo sono due diverse ricerche scientifiche. Nella migliore delle ipotesi lo scioglimento avverrà lentamente impiegando circa 1.000 anni. Ma alcuni fattori potrebbero accelerare il processo che si realizzerebbe in 200 anni. Lo scioglimento dei ghiacciai in questa parte del continente bianco provocherà, secondo gli studiosi, un innalzamento del livello del mare di 1,2 metri.
Le due ricerche sono state condotte dall’università di Washington (pubblicata sulla rivista Science) e da quella della California (pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters). La responsabilità maggiore del processo va ricercata nel surriscaldamento delle acque oceaniche che arrivano a lambire i ghiacciai.
Già qualche mese fa un team internazionale di ricercatori aveva sostenuto l’irreversibilità del processo di scioglimento del ghiacciaio di Pine Island che si trova proprio nell’Antartide occidentale. Con i suoi 175 mila chilometri quadrati, il “gigante” di ghiaccio può arrivare a perdere fino a 100 miliardi di tonnellate d’acqua all’anno, pari a un aumento di 10 millimetri del livello del mare entro il 2034.
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