Ruby ter: difesa Berlusconi, ‘solo indizi, processo corruzione per pubblici proclami’
Milano, 17 ott. (Adnkronos) – Un processo indiziario dove manca l’accordo corruttivo. Lo sostiene l’avvocato Federico Cecconi, difensori di Silvio Berlusconi a processo per corruzione in atti giudiziari: l’ex premier avrebbe pagato – con soldi o altre utilità – i coimputati nel processo Ruby ter per ottenere il loro silenzio, a dire dell’accusa.
Per il legale, la procura di Milano parte da un “errore concettuale imperdonabile”, perché “il reato presuppone in maniera inequivoca l’individuazione di un accordo corruttivo tra Berlusconi e gli imputati”, mentre nella requisitoria della pubblica accusa “Ho fatto fatica a comprendere: ho letto di vari accordi corruttivi, di un’intesa intervenuta in una riunione 14 gennaio 2011 nella residenza di Arcore”. Per la difesa siamo di fronte a un “processo per corruzione per pubblici proclami” dove il leader di Forza Italia “ha detto pubblicamente di aiutare qualcuna delle imputate. L’accordo corruttivo è stato per caso individuato? No, non ve n’è neanche un germoglio, tutti gli elementi sono di carattere indiziario e inidonei a ritenere compiuto” il reato contestato dall’accusa.
Per la difesa le imputate – le cosiddette olgettine – “Non hanno mai assunto neanche per un minuto la qualifica di pubblico ufficiale” e gli elementi raccolti dall’ufficio di procura sono “tutti di portata indiziaria e inidonei a dimostrare la responsabilità nei confronti di Berlusconi”.
