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Gorbaciov: D’Alema, ‘Occidente lo utilizzò e poi lo lasciò affogare’

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Roma, 1 set. (Adnkronos) – “Gorbaciov, diciamoci la verità, contava sul fatto che l’Occidente lo avrebbe aiutato, cosa che invece non avvenne. L’Occidente utilizzò Gorbaciov ma lo lasciò affogare consapevolmente. Mitterrand aveva addirittura ipotizzato la messa in opera di una sorta di piano Marshall per la Russia, ma gli americani non ne vollero sapere. Gorbaciov fu lasciato a se stesso”. Lo afferma Massimo D’Alema in un’intervista a ‘La Stampa’.

“Forse -aggiunge- se in quel momento l’Occidente vincitore avesse interpretato in modo più generoso la sua vittoria, avrebbe contribuito a una evoluzione diversa. Invece ha aperto la strada a Eltsin e cioè ad un capitalismo selvaggio che ha creato in Russia una drammatica crisi sociale, una ristretta oligarchia e un senso di frustrazione e di declino. Tutto ciò alla fine ha generato Putin. Si capisce che nella memoria dei russi Gorbaciov sia il simbolo dell’inizio del declino. Forse quel declino poteva essere governato diversamente se qualcuno gli avesse teso la mano”.

“Penso -conclude D’Alema- che fosse necessario negoziare con la Russia un nuovo equilibrio di sicurezza in Europa, cosa che i russi hanno negli anni anche chiesto senza ottenerlo. Neanche no gli è stato detto… Nel momento in cui lo scenario della Guerra Fredda veniva meno era ragionevole mettersi intorno a un tavolo e dar vita a una nuova Helsinky, a un nuovo accordo di sicurezza. In questo quadro anche un eventuale limitato allargamento della Nato non avrebbe generato in Russia la sensazione di essere sotto assedio. Quando la Cuba di Castro mise i missili ai confini con gli Stati Uniti, gli Stati Uniti se ne ebbero a male, non dissero: ‘Cuba è un Paese sovrano e può fare quello che vuole’, non mi pare”.

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